PESCARA. Centocinquanta ambulanti che il mercoledì mettono in vendita i propri prodotti su circa due chilometri di strada parco, da villa Sabucchi a via Cadorna. E' il secondo mercato più grande della città, dopo quello di via Pepe, serve un bacino di utenza di 15mila persone, ma presto dovrà lasciare il posto al passaggio della filovia, il collegamento veloce da Pescara a Montesilvano.
Mentre il cantiere va avanti, i dubbi relativi al destino dei commercianti non sono ancora stati sciolti. L'associazione Strada parco, guidata da Mario Sorgentone, annuncia una manifestazione pubblica per sabato a partire dalle 16,30 «contro lo spostamento del mercato e i lavori della filovia». Il futuro incerto degli ambulanti pescaresi è speculare a quello dei commercianti di Montesilvano, attivi il venerdì lungo il percorso da via Arno a via Adige. A circa due mesi dall'avvio dei lavori lungo l'ex tracciato ferroviario, il Comune non si è ancora pronunciato sull'eventuale soppressione dei due mercati né ha individuato una sistemazione alternativa per gli addetti alle vendite. «Non esiste un'altra strada idonea a ospitare gli ambulanti», tuona Sorgentone, documenti alla mano, «secondo la legge ogni banco deve misurare otto metri di lunghezza per cinque di larghezza e tra un posteggio e l'altro deve essere lasciato uno spazio di tre metri. Ciò significa che per ospitare 150 commercianti, di cui 90 regolari e 60 in via di regolarizzazione, occorrerebbe una strada larga 13 metri oppure lunga due chilometri, com'è attualmente la strada parco». Le strade che al momento sono state prese in considerazione sono tre: viale Kennedy, via Raffaello oppure la riviera. «Tre ipotesi che finirebbero per aggravare il traffico e l'inquinamento», è l'opinione di Dante De Nardis dell'associazione Strada parco.
Sorgentone si affretta a smentire le ultime dichiarazioni del presidente della Gtm Michele Russo che, durante il confronto all'auditorium Castellamare, aveva parlato di un risparmio di circa sei milioni di euro sul progetto iniziale della filovia. Come figura da un documento ufficiale, l'importo esatto dei lavori è di 25,75 milioni di euro. «Non si tratta di un ribasso a base d'asta», precisa, «i sei milioni di differenza sono stati già impegnati per spese tecniche, consulenze, espropri e allacci elettrici e quindi non si potranno reimpiegare per finanziare il secondo lotto del tracciato». Sul proseguimento dei lavori del percorso pesa come un macigno il taglio del 40 per cento dei fondi destinati al trasporto pubblico locale, stabilito dalla manovra finanziaria, e lo stop all'utilizzo dei fondi fas decretato dalla Commissione Bilancio della Camera. La manifestazione pubblica contro lo spostamento del mercato e i lavori della filovia si terrà sabato nella sede dell'associazione Strada parco a partire dalle 16,30. Tra gli interventi si registra la presenza di Angelo Bonsignore, vicepresidente della cooperativa commercianti Agorà. Ieri, intanto, hanno fatto sentire la propria voce anche i sindacati di categoria. La Cgil e la Uil, rappresentate da Paolo Castelluccio e Luca Piersante, sebbene in precedenza avessero espresso parere favorevole al progetto della Gtm assieme alla Cisl, dopo una riunione con i rappresentanti del comitato No filovia hanno convenuto che «la filovia così concepita non potrà risolvere nessuna delle problematiche evidenziate» e, quindi, non servirà ad alleggerire la mole di traffico e di inquinamento.