Il problema sollevato dopo la protesta degli autisti, in particolare di quelli in servizio sulla linea Bussi-L'Aquila
L'AQUILA. «Quelle fermate vengono effettuate perché non ci sono alternative. In effetti dovrebbero essere messe in sicurezza, ma questo compito spetta all'Anas».
Dopo le proteste degli autisti dell'Arpa, che considerano «pericolose e non autorizzate» alcune fermate della tratta Bussi-L'Aquila, interviene l'azienda di trasporto pubblico. «Si tratta di un problema che esiste da tempo. In occasione dei lavori di adeguamento della statale 17», spiega Aristide Ricci, responsabile dell'ufficio stampa dell'Arpa, «abbiamo chiesto all'Anas di trovare una soluzione, prevedendo la realizzazione di piazzole di sosta o la messa in sicurezza delle fermate in questione. Ma nulla è stato fatto. Come azienda, pur comprendendo le preoccupazioni degli austisti, ci troviamo tra due fuochi: al momento non si sono alternative, se non quella di lasciare a casa gli utenti».
Le fermate sotto accusa sono quelle corrispondenti ai bivi di Ofena, Castelnuovo di San Pio delle Camere, Barisciano e Poggio Picenze.
«Putroppo situazioni simili le ritroviamo anche nelle città», sottolinea Ricci, «dove ad esempio alcune fermate non sono utilizzabili dai portatori di handicap, oppure sono perennemente occupate dalle auto in sosta. In tutti questi casi, come in quelli segnalati da alcuni autisti sulla statale 17, la responsabilità non è dell'Arpa, ma di Anas ed enti locali. Ai nostri dipendenti un consiglio: la problematica va sollevata anche in sede sindacale. Se ne può discutere insieme» conclude «per poi individuare un percorso comune, da portare all'attenzione dell'Anas».