AVEZZANO - «La linea ferroviaria Pescara-Roma è passiva, perciò sarà difficile che le Ferrovie investiranno su questa tratta». Lo ha affermato Giovanni Santilli, uomo di sinistra da sempre, nel convegno sulla "Politica, etica e sviluppo compatibile", svoltosi domenica scorsa ad Avezzano, organizzato dal Pd, con la partecipazione del senatore Luigi Lusi. Si tratta di un'affermazione, quella di Santilli, destinata a far discutere sul delicato problema del trasporto ferroviario, da tutti riconosciuto come vitale per l'Abruzzo interno e in particolare per la Marsica che orbita sulla Capitale. Inoltre, ha sottolineato Santilli, «sarà opportuno pensare alla possibilità di far circolare, almeno nelle tratte Avezzano-Roma e Sulmona-Pescara, più frequentate e, quindi, più redditizie, convogli di società private o miste». Questo era nel programma della Sangritana, ma poi non se n'è saputo più nulla. Ma cosa ne pensa l'assessore regionale ai trasporti Giandonato Morra, sempre molto attento alle problematiche della mobilità degli abruzzesi? Per la tratta Avezzano-Roma però, non possiamo parlare di bilancio passivo perché i treni, quelli che fanno poche fermate, sono sempre pieni e, nel tratto Tivoli-Roma, dove ne circolano quasi il doppio, soprattutto in determinate fasce orarie, sono addirittura insufficienti. Piuttosto bisognerebbe far viaggiare i convogli in orario, cosa che sta diventando sempre più difficile. Vedi il 2371 che da Avezzano parte alle 6,53, l'unico per Roma Termini, da una ventina di giorni viaggia in ritardo e qualche giorno fa è stato addirittura soppresso. Il treno degli studenti della mattina arriva ad Avezzano sempre in ritardo e molti studenti hanno dovuto fare l'abbonamento all'Arpa. In questo modo quel treno si svuoterà e qualcuno dirà che «non serve più».