Cresce l'attesa e si moltiplicano le adesioni per la manifestazione di domani "L'Aquila chiama Italia". I più "scettici" sembrano essere alcuni sindaci, ancora indecisi se partecipare o meno con la fascia tricolore al petto. Per il resto il panorama di chi ci sarà è vastissimo: da Libera alla Carispaq, dalla Camera di Commercio all'Idv, solo per citare quelle formalizzate ieri. E poi hanno aderito centinaia tra associazioni, comitati spontanei, enti locali (ma non, finora, Regione e Provincia), categorie professionali, oltre alle segreterie di buona parte dei partiti all'opposizione: Pd, Radicali, Sel, Prc, Sinistra critica, Psi, Comunisti italiani. Sono una quarantina, al momento, i pullman attesi da tutta Italia. Il Comune ha disposto modifiche al traffico, con la chiusura di via XX settembre e viale Corrado IV. Inoltre sarà chiusa anche via dell'Arcivescovado, dalle 8 alle 24 di domani. Intanto il presidio permanente dei cittadini di piazza Duomo ha chiesto l'adesione, con una lettera aperta, ai quattro "saggi": il sociologo Aldo Bonomi, l'economista Paolo Leon, l'architetto Vittorio Lampugnani e Cesare Trevisani, esponente di Confindustria. «Solo un mese fa - hanno scritto i cittadini - abbiamo avuto la possibilità di leggere i vostri primi contributi presenti nella nota Azioni a breve termine della Stm. Abbiamo apprezzato le vostre tesi e sorriso mestamente pensando che alcune coincidono perfettamente con quanto i cittadini propongono alle istituzioni ormai da mesi, senza avere però riscontri significativi». Intanto sulla proposta di legge per la ricostruzione presentata dall'Udc, Antonio Menna e Luciano Terra, esponenti del partito, hanno commentato: «La ricostruzione è una priorità nazionale».
Infine ieri Chiodi ha annunciato altri stanziamenti: 4 milioni al Comune per ripristinare le aree delle ex tendopoli e 38 milioni di euro a favore dei Comuni che hanno sostenuto spese relative all'emergenza. Tali risorse serviranno per il pagamento dei Cas, del personale, delle imprese che hanno effettuato lavori di puntellamento e per tutte le altre spese legate alla rimozione di situazioni di pericolo.
Il libro di Mantini. È stato presentato ieri all'auditorium della Carispaq il volume curato dal giurista Pierluigi Mantini con la collaborazione dell'urbanista Piero Properzi e dell'ingegnere Antonio Napoleone. Il libro si intitola "AA.VV. Diritto pubblico dell'emergenza e della ricostruzione in Abruzzo". Nel corso del dibattito, moderato dal giornalista del Messaggero Paolo Mastri, Mantini ha detto che il lavoro «è un atto d'amore nei confronti della città e del diritto». «La politica non c'entra nulla - ha aggiunto Mantini-, anzi, il testo muove proprio da una tesi anti-politica che tende a sottolineare l'importanza di alcuni strumenti normativi, degli "attrezzi" per la sfida della ricostruzione che diventano spunto di analisi e visioni». Mantini ha definito il volume il «primo precario compendio di diritto pubblico dell'emergenza e della ricostruzione». «Dopo il sisma - ha detto - si è assistito a una vera esplosione delle fonti del diritto tra ordinanze, atti e leggi».