Il patto sancito oggi in Vibrata quando il Pdl regionale terrà l'incontro con Gasparri
L'AQUILA. «Ribadisco: rimetto il mio mandato al presidente Chiodi e al coordinatore regionale del partito, Piccone. Loro dovranno dirmi che cosa devo fare. Vado via solo perché sono un problema per la coalizione, anche se combatterò ancora per la sanità». Sono le parole dell'assessore regionale alla Sanità Lanfranco Venturoni, coinvolto nell'inchiesta sui rifiuti della procura di Pescara ed impossibilitato a svolgere le funzioni di componente dell'esecutivo Chiodi per l'obbligo di dimora nel comune di Teramo, a sbloccare il rebus del rimpasto per il quale un altro rinvio rischia di generare una frattura insanabile nel Pdl abruzzese.
Domani a Teramo, visto che Venturoni non può uscire dal territorio comunale, il presidente, Gianni Chiodi, il coordinatore regionale, Filippo Piccone, e lo stesso assessore annunceranno le dimissioni e il fatto che l'assessore non sarà sostituito.
Questo prevede il programma, anche se l'attesa conferenza stampa non è stata ancora convocata. Ma l'intesa è sancita, come confermano dagli ambienti più vicini a Chiodi, e sarà rifinita nei dettagli oggi quando i tre si vedranno in Val Vibrata dove arriva il capogruppo del Popolo delle Libertà, Maurizio Gasbarri.
Chiodi, commissario della sanità, eredita le deleghe, come del resto accade in altre regioni, vedi il Lazio, dove commissario ed assessore sono la stessa persona.
Considerando peraltro che in Abruzzo la figura dell'assessore è secondaria ormai da tempo dal momento che sono il commissario Gianni Chiodi e il sub commissario Baraldi a prendere le decisioni.
Ma Venturoni, messo in giunta due anni fa per la forte amicizia che lo lega a Gianni Chiodi - che lo stesso assessore ha scoperto politicamente - e soprattutto per la sua esperienza di medico che ben conosce la realtà sanitaria abruzzese, rimarrà dietro le quinte.
Avrà un ruolo di consulente, anzi di suggeritore. Di figura chiamata ancora a consigliare a Chiodi le difficili scelte sulla sanità.
E' questo lo scenario che si aprirà domani. Lanfranco Venturoni lo ha confermato ieri sera: «Sì, continuerò la mia battaglia sulla sanità anche se non sarò più assessore».
Ma l'intesa ha un doppio nodo da sciogliere. Alla non sostituzione di Venturoni come assessore si aggiunge il caso Stati. E' su questo punto che non si registrano convergenze nel Pdl. Il gruppo consiliare, ma anche il coordinatore Piccone, e il vice, Fabrizio Di Stefano, chiedono senza mezzi termini non solo la sostituzione dell'assessore alla Sanità, che resta comunque consigliere regionale, ma soprattutto quella di Daniela Stati, spazzata via perché costretta a dimettersi per l'inchiesta della procura dell'Aquila sugli appalti per la ricostruzione post terremoto, in particolare su commesse per Abruzzo Engineering.
Chiodi vuole sostituire solo la Stati. Ma su questo fronte si delinea un muro contro muro con i vertici del partito. Il tempo però corre, la decisione va presa in queste ore, prima della conferenza stampa di domani.
Il presidente, per quanto riguarda il dopo Stati, ha anche espresso una preferenza per il consigliere regionale del Pdl Luca Ricciuti, aquilano.
Ma i coordinatori e lo stesso gruppo consiliare stanno forzando per l'altro aquilano del Pdl, il capogruppo, Gianfranco Giuliante, fedelissimo del ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, che da tempo rivendica la poltrona di assessore anche per un riequlibrio territoriale. Una soluzione che però Chiodi ha finora rifiutato non avendo perdonato al capogruppo gli attacchi sferrati nei mesi scorsi, a partire dalla critiche sulla gestione della vicenda terremoto.
Tirando le somme, quindi, si scopre uno scenario politico complesso e conflittuale innescato da due vicende giudiziarie (rifiuti e terremoto) che non hanno nulla in comune se non il fatto di aver creato due vuoti pesanti nella giunta regionale.
Chiodi ne uscirà, probabilente, con un compromesso: l'Abruzzo non avrà più l'assessore alla Sanità, ma il governatore dovrà rinunciare a Ricciuti per la poltrona lasciata dalla Stati. Il chiarimento può esserci oggi nella riunione della maggioranza. E nell'incontro in Val Vibrata tra Gasparri e i vertici regionali del Pdl.