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Pescara, 23/06/2026
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Data: 19/11/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Tav, Mose, autostrada pontina. Il Cipe sblocca le infrastrutture. Matteoli: «Ora si aprono i cantieri di opere pubbliche per 21 miliardi»

ROMA Non solo tagli. Questa volta il ministro dell'Economia Tremonti ha aperto i cordoni della borsa per una serie di interventi che puntano sulle grandi opere ma anche sulla ricerca per l'industria, sull'agricoltura e la pesca. Dopo una lunga attesa, è arrivato il via libera al «programma infrastrutture strategiche». E ad una serie di interventi a valere sui fondi Fas (Fondo per le aree sottoutilizzate). C'è la Tav con la Torino-Lione, il terzo valico dei Giovi sulla Milano-Genova e il tunnel del Brennero. Ma ci sono anche il Mose di Venezia, l'autostrada Roma-Latina e il collegamento Cisterna-Valmontone. Per il Sud il governo ha deciso di rinviare alla prossima seduta del Cipe «un piano organico di opere, coerente con le risorse effettivamente disponibili dei Fas (i vari Fondi aree sottoutilizzate) ma ha comunque dato il via ad alcuni interventi mirati. Tra questi, la piastra logistica di Taranto (33 milioni) e l'adeguamento ferroviario nell'ambito dell'area metropolitana di Bari (29 milioni). E' stato inoltre approvato il piano da 177 milioni, chiesto dal ministro dell'agricoltura Galan, per la realizzazione di opere irrigue e di bonifica che va a beneficio di aree territoriali localizzate al Sud, con lo scopo di avvantaggiare l'agricoltura ma anche di proteggere il suolo dai rischi di alluvioni e allagamenti.
Ora «si aprono i cantieri di opere pubbliche per 21 miliardi di euro», afferma soddisfatto il ministro delle Infrastrutture Matteoli che ha lungamente atteso il via libera del Cipe, più volte annunciato ma sempre rinviato. «In questa fase economica aggiunge le infrastrutture daranno un contributo per lo sviluppo e per l'occupazione. E abbiamo dimostrato all'Europa che l'Italia ha mantenuto i suoi impegni» sulle opere transfrontaliere come quelle dell'alta velocità.
Il Veneto è stato premiato dal Cipe. Ed esprimono soddisfazione i ministri veneti (Brunetta, Galan, Sacconi) per le risorse che sono riusciti ad ottenere per il territorio. Il ministro per la Pubblica amministrazione Brunetta sottolinea come la settima tranche di finanziamento per il Mose (230 milioni), approvata ieri, «consente il proseguimento delle lavorazioni in corso». Il ministro del Lavoro Sacconi ricorda che ai 230 milioni per il Mose, si aggiungono i 150 milioni sulla linea Verona-Fortezza di accesso Sud alla galleria di base del Brennero, oltre al "lotto costruttivo" della galleria stessa per 790 milioni. A questo si aggiunge anche il via libera alla Treviglio-Brescia nell'ambito dell'alta velocità Milano-Verona (1,2 miliardi con l'impegno a garantirne 3,8) oltre alla operatività della convenzione unica tra Anas e la Società autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova. «Grazie a queste delibere conclude Sacconi sono impiegate risorse europee altrimenti destinate ad essere perdute del collegamento ferroviario». Forse anche per riequilibrare il conto Raffaele Fitto, ministro dei rapporti con le Regioni, osserva che l'insieme degli interventi decisi per il Sud rappresentano «un totale di circa 240 milioni che anticipano di pochi giorni il piano per il Mezzogiorno e costituiscono una risposta alle esigenze dei territori».
Dalle infrastrutture all'agricoltura. E' doppiamente soddisfatto il ministro Galan che ha visto premiato il Veneto di cui era governatore, ma ha anche ottenuto complessivamente 100 milioni: 64 milioni per gli zuccherifici e, soprattutto, 4 milioni per l'allevamento ovicaprino, dopo le proteste anche violente dei pastori nelle settimane scorse in Sardegna. Ci sono poi 15 milioni per la ristrutturazione del settore della pesca e altri 6 milioni a supporto dei sistemi informativi» nel settore agricolo.
Anche l'industria ha ottenuto nuovi finanziamenti. Paolo Romani ha strappato 785 milioni per la ricerca industriale che andranno a finanziare «90 progetti già esistenti e in avanzata fase di istruttoria, secondo la procedura negoziale dei contratti di innovazione», ha spiegato il ministro per lo Sviluppo.

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