Da gennaio nuova sperimentazione con macchinari Usa dopo i problemi e i falsi allarmi
ROMA. La decisione era nell'aria, ieri è diventata definitiva: i body scanner sperimentati dal marzo scorso negli aeroporti di Fiumicino, Malpensa, Venezia e (da luglio) Palermo non hanno passato l'esame: tanti falsi allarmi, controlli non efficaci e troppo lunghi. All'inizio del 2011 partirà così una nuova sperimentazione con macchinari nuovi, usati negli Usa. Questo l'esito della riunione del Comitato interministeriale per la sicurezza del trasporto aereo e degli aeroporti (Cisa), cui hanno partecipato i ministri Matteoli e Maroni ed il presidente Enac, Vito Riggio.
Solo pochi giorni fa Maroni aveva anticipato che i body scanner sperimentati in Italia «non si sono dimostrati efficaci come volevamo anche a causa delle restrizioni imposte dal garante della privacy». Dal tavolo del Cisa il bilancio ufficiale: le macchine testate, premette l'Enac, «non hanno presentato alcuna controindicazione per la salute e hanno sempre garantito la privacy del passeggero», ma la sperimentazione «ha prodotto solo parzialmente i risultati attesi, in particolare per quanto riguarda il numero dei falsi allarmi, la non piena efficacia dei controlli in alcune situazioni e, per alcuni tipi, tempi di esecuzione del controllo troppo lunghi rispetto alle esigenze del trasporto aereo e della security». All'inizio dell'anno prossimo ci sarà quindi una nuova sperimentazione di tre mesi che riguarderà i tre scali che ospitano voli verso destinazioni «sensibili» come gli Stati Uniti: Fiumicino, Malpensa e Venezia. Verrà utilizzata - come già deciso anche negli Usa - la tecnologia ad onde millimetriche attive.