L'AQUILA. Comunque la si pensi quella di oggi sarà un'altra giornata importante per la città. Di quelle che resteranno nella storia travagliata del post terremoto aquilano. C'è solo da augurarsi che la manifestazione si svolga così come è stata pensata e voluta. «L'Aquila chiama Italia» è il grido di dolore di una città che stenta a ritrovare se stessa e che chiede solo ciò che in passato è stato garantito dallo Stato alle popolazioni che hanno sofferto per altre catastrofi, dal Friuli al Molise passando per l'Irpinia. Le previsioni parlano di migliaia di persone pronte a partecipare al corteo che si snoderà da Piazza d'Armi a piazza Duomo dove intorno alle 16,30-17 ci sarà una serie di interventi (sono esclusi i politici, parola solo a rappresentanti istituzionali). Nella giornata di ieri ci sono state anche dissociazioni da una iniziativa che si teme possa essere oggetto di strumentalizzazioni politiche. Le adesioni però, alcune anche inattese - come la Confindustria - danno all'evento di oggi un taglio "corale". A vigilare sul corteo ci sarà un servizio d'ordine dell'organizzazione e si presume centinaia di agenti in divisa e non.
La sfida vera si giocherà anche su questo: se non si verificheranno incidenti - come tutti auspicano - sarà un segnale forte e importante che L'Aquila darà a tutta Italia. In caso contrario domattina troveremo le prime pagine dei giornali italiani che parleranno d'altro e non dei problemi veri della ricostruzione di una delle città d'arte più importanti del bel paese.
La manifestazione, promossa dall'assemblea del presidio permanente di piazza Duomo, non nasce sul nulla. La piattaforma messa a punto è fatta di cose concrete: accendere luci sul disastro del post terremoto, pretendere attenzione e risposte dal Governo, rilanciare le iniziative sulla ricostruzione a partire da una legge di iniziativa popolare.
E oggi sarà avviata la raccolta di 50 mila firme necessarie per la presentazione della legge.
C'è poi la richiesta di proroga della restituzione delle tasse (ieri dal parlamento è arrivato un flebile segnale positivo). Non sono previsti simboli, bandiere o striscioni che non siano quelli con i colori della città: il neroverde. I familiari dei parenti delle vittime sfileranno con una rosa in mano per ricordare che dietro a polemiche e chiacchiere c'è un dolore infinito che nessuno potrà mai cancellare. Ma i temi di «L'Aquila chiama Italia» saranno anche quelli del lavoro, degli studenti che non hanno servizi adeguati, dei tagli alla cultura, dei precari della scuola, dei mille problemi che punteggiano l'Italia: dai rifiuti in Campania, all'alluvione nel Veneto. Le previsioni annunciano un tempo variabile con possibile pioggia nel tardo pomeriggio. Insieme a bandiere neroverdi e caschetti forse è utile portare anche un ombrello.