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Data: 20/11/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
L'Aquila chiama Italia - È il giorno del grande corteo: fronte delle adesioni spaccato. Attesi in migliaia, ci sarà anche Di Pietro. Alcuni sindaci contrari

È il giorno del grande corteo. Alle 14 a piazza d'Armi L'Aquila chiama a raccolta l'Italia lanciando un nuovo Sos, oggi come lo scorso 16 giugno, quando oltre ventimila persone marciarono pacificamente lungo le vie del centro. I temi sul tappeto sono più o meno gli stessi: ricostruzione ferma, problemi occupazionali, certezza dei fondi. Oggi comincerà anche la raccolta firme (ne servono cinquantamila) per presentare la legge di iniziativa popolare elaborata dai cittadini. Stavolta, a differenza di cinque mesi fa, sotto la bandiera neroverde (o almeno così dovrebbe essere) sfileranno fino a piazza Duomo gruppi provenienti da ogni parte d'Italia. E proprio alcune di queste presenze hanno spaccato il fronte delle adesioni che, comunque, resta amplissimo. Mancano, ad esempio, i sì formali di Regione e Provincia, mentre è arrivato convinto quello del Comune dell'Aquila. Giorgio De Matteis, vice presidente del Consiglio regionale, ha detto senza mezzi termini che «la strumentalizzazione politica è stata e sarà sempre sbagliata». Anche la Provincia si è chiamata fuori. «Dalla lettura dei siti web - scrive la maggioranza - si evince chiaramente che la stessa manifestazione sta prendendo una connotazione di strumentalizzazione politica. Ciò andrebbe a danneggiare l'immagine della città a livello nazionale e lo stesso processo di ricostruzione, offuscando tutto ciò che di positivo è stato fatto fino ad adesso e il reale fine ultimo. La Provincia è con la città dell'Aquila, ma non con il popolo dei no!». Anche alcuni sindaci hanno annunciato la loro contrarietà: si tratta di quelli di Barete, Cagnano Amiterno, Capestrano, Capitignano, Caporciano, Carapelle Calvisio, Poggio Picenze e Villa Sant'Angelo. «Non è partecipando a manifestazioni politiche, faziose e strumentali, che si risolveranno i problemi delle popolazioni che rappresentiamo» hanno detto i primi cittadini. Dal vescovo Giuseppe Molinari è arrivato invece un "monito": «La Chiesa dell'Aquila è pienamente solidale con gli aquilani che manifestano per richiamare l'attenzione dello Stato, delle Istituzioni e di tutti sui gravi e permanenti problemi che sono tuttora da risolvere nella nostra città. Ci si augura che la manifestazione avvenga in un clima di concordia, di rispetto delle persone e della città stessa. Perciò i veri aquilani, amanti del bene della propria terra, sono invitati a isolare e neutralizzare ogni azione eversiva e demolitrice di "strani" gruppi che hanno annunciato la loro adesione».
La lista dei presenti, comunque, è lunghissima. Ci saranno anche Antonio Di Pietro e Marco Pannella, insieme a gran parte dei partiti di centrosinistra. Il deputato Pierluigi Mantini ha confermato il sostegno dell'Udc: «Dopo lo slancio iniziale il governo si è limitato a spot ed annunci, alla propaganda di miracoli incompiuti». Ieri è arrivata l'adesione di Legambiente. Ci sono anche le associazioni di categoria, i sindacati, l'Università, L'Aquila Rugby, la Carispaq, il Lions Club, alcuni ordini professionali, le istituzioni culturali, i comitati, i volontari. Da segnalare anche la presenza del movimento "No Tav", dei grillini, del popolo viola, di collettivi e movimenti provenienti da Roma, Napoli, Palermo, Torino, Firenze, Bologna. Per il ricercatore di Antropologia Antonello Ciccozzi dietro «quello che è stato venduto come "miracolo aquilano" in realtà non c'è stata nessuna ricostruzione esemplare».


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