L'AQUILA. Restituzione delle tasse dal 30 giugno 2011 e non più dal primo gennaio dello stesso anno. È quanto prevede l'ordine del giorno, votato ieri alla Camera, che impegna il governo a prorogare i benefici per circa 130mila contribuenti del cratere. Non c'è ancora niente di deciso ma si tratta comunque di un sostanzioso passo in avanti. Il provvedimento dovrebbe essere nel prossimo Milleproroghe.
L'ordine del giorno ha avuto consensi dai colori politici differenti. Con le firme dei parlamentari Lolli, Aracu, Castellani, Catone, De Angelis, Dell'Elce, D'Incecco, Di Stanislao, Ginoble, Mantini, Pelino, Scelli, Tenaglia, Toto e Turco. L'impegno del governo Berlusconi è quello di applicare, nel primo provvedimento utile (il Milleproroghe previsto entro quindici giorni, un mese al massimo), quanto deciso nell'ordine del giorno 9/3638/229 accolto il 29 luglio 2010. In pratica, per i cittadini colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 dovrebbe essere previsto lo stesso trattamento riservato ai cittadini delle Marche, dell'Umbria e del Molise colpiti dal terremoto o dei cittadini di Alessandria colpiti dall'alluvione. L'avvio della restituzione delle tasse sospese (dal 6 aprile 2009 al 30 giugno 2010, a esclusione dei titolari di reddito di impresa o di lavoro autonomo con volumi di affari non superiore a 200mila euro) non avverrà più il primo gennaio prossimo ma il 30 giugno 2011. «Questo è il risultato dell'impegno comune dei parlamentari abruzzesi» hanno commentato i quindici firmatari «rimaniamo ovviamente vigili perché nel decreto Milleproroghe venga effettivamente applicato quanto accolto». Resta da chiarire se i terremotati aquilani dovranno restituire il 100% delle somme oppure se avranno gli stessi «sconti» previsti per i terremotati di Umbria, Marche e Molise.
C'è comunque soddisfazione dopo l'accoglimento dell'ordine del giorno. «La votazione dell'ordine del giorno» evidenzia Stefania Pezzopane, assessore al Comune dell'Aquila «è la prova tangibile e concreta che se il territorio è unito e si lavora in stretto contatto con le forze sociali ed attive della città, che hanno organizzato la manifestazione di domani (oggi per chi legge, ndr), i risultati arrivano. Ringrazio il lavoro svolto dall'onorevole Giovanni Lolli, insieme a tutti gli altri deputati abruzzesi. È chiaro che quello di oggi è un risultato importante, ma parziale. Ora bisogna attendere che il provvedimento di sospensione sia recepito nel decreto Milleproroghe. Il rinvio dà ancora più forza alla manifestazione. È la testimonianza che la determinazione e la perseveranza degli aquilani sono incisivi per il futuro della città. Chi indietreggia, chi ha un atteggiamento arrendevole e incline ad ogni sorta di compromesso, come ha fatto il commissario Chiodi nei giorni scorsi, dimostra solo di non fare gli interessi del territorio».
Stoccata a Chiodi anche dal parlamentare Lolli, primo firmatario dell'ordine del giorno: «I deputati abruzzesi hanno ottenuto quello che Chiodi diceva che non si poteva ottenere. Ora saremo vigili. Se poco poco il governo non manterrà le promesse torneremo a Roma. La proroga è indispensabile perché altrimenti ci sarebbe un paradosso: L'Aquila diventerebbe l'unica città d'Italia dove si pagherebbero più tasse. Visto che non si vede la Zona franca, sarebbe assurdo».
Secondo Francesco Iritale, segretario comunale del Pd dell'Aquila «l'ordine del giorno promosso dai parlamentari abruzzesi, primo firmatario Lolli, ha raccolto il consenso di tutti i gruppi parlamentari. È un segnale importante che tutto il parlamento abbia accolto una proposta sostenuta in primo luogo dal Pd. Ci preme evidenziare che il Presidente della Regione non sia riuscito in incontri ufficiali avuti nei giorni scorsi col governo a ottenere risultati analoghi nonostante le ripetute sollecitazioni di cittadini, comitati, associazioni di categoria, ordini professionali».