«Il piano della Regione li penalizza troppo»
TERAMO. La sanità teramana potrebbe pagare un prezzo troppo alto nel quadro regionale di riordino del sistema ospedaliero e assistenziale. I quattro ospedali della nostra provincia (Teramo, Sant'Omero, Giulianova e Atri) potrebbero infatti perdere, da qui al 2013, ben 38 reparti, ovvero il 34,5% del totale, insieme a 175 posti letto (-17%).
I numeri sono stati presentati ieri dalla Cgil sulla base dell'elaborazione dei dati contenuti nel piano operativo della Regione e nel piano industriale della Asl di Teramo. Il sindacato lancia quindi l'allarme contro quella che potrebbe rivelarsi una «politica di tagli indiscriminati» nei confronti del sistema sanitario teramano e sul rischio di privatizzazione delle strutture.
«Su 35 ospedali in Abruzzo, a Teramo ne abbiamo solo quattro e tutti pubblici», ha spiegato Amedeo Marcattili, segretario della funzione pubblica, «la sanità teramana ha già dato molto, ora è tempo di prendere, prima di tagliare vogliamo delle risposte, fino ad adesso ci sono state solo promesse, come sull'ospedale di Giulianova che da anni attende una nuova sede».
Le cifre sui tagli nel Teramano sembrerebbero ad una prima occhiata minori rispetto a quelle delle altre province: Teramo perderebbe infatti 38 reparti su 110, contro i 62 su 140 dell'Aquila, gli 85 su 173 di Chieti e i 32 su 108 di Pescara.
Stesso discorso vale per i posti letto: a Teramo ne verrebbero tagliati 175 (il 17%), all'Aquila 315 (23%), a Pescara 389 (26%) e a Chieti addirittura 454 (28%).
Tuttavia c'è da tener presente che nelle altre province il numero complessivo di posti è "gonfiato" anche dalle strutture private convenzionate, mentre nel Teramano ci si basa solo sul pubblico. Quella di Teramo si attesta quindi come la percentuale più bassa di posti letto in relazione alla popolazione, esattamente 3,4 ogni mille abitanti, rispetto ai 4,4 dell'Aquila, ai 4,7 di Pescara e ai 4,1 di Chieti.
«A Teramo la sanità non ha accumulato debiti come altrove», ha aggiunto il segretario generale Giampaolo Di Odoardo, «l'unica cosa che ci rimproverano è la mobilità passiva verso le Marche, è per questo che veniamo penalizzati così? Per noi quattro ospedali sono necessari e devono rimanere pubblici, non vediamo quale possa essere l'uitlità di far entrare il privato». Il riferimento è al progetto di privatizzazione dell'ospedale Val Vibrata di Sant'Omero.