Il giudice nega la scarcerazione E per il commercialista Obletter confermato l'obbligo di dimora
PESCARA. Giuseppe Spadaccini si trova in carcere da un mese e in cella, per ora, dovrà rimanere. L'imprenditore degli aerei, arrestato il 21 ottobre scorso nell'ambito dell'inchiesta su un'evasione fiscale internazionale da 90 milioni di euro, ha incassato ieri il terzo no alla libertà in poche settimane. L'ultimo lo ha firmato, ieri mattina, il gip Guido Campli, che ha respinto l'istanza presentata dal legale del titolare di Sorem, detenuto nel carcere di San Donato.
Lo stesso gip, che ha fatto proprio il parere negativo espresso dal pm Mirvana Di Serio, aveva detto no alla libertà a fine ottobre per il rischio di reiterazione del reato, prima che sulla questione si esprimesse - sempre in modo sfavorevole all'imprenditore - il tribunale del Riesame dell'Aquila. Il giudice di Pescara ha rigettato anche la richiesta di revoca della misura cautelare presentata dal difensore del commercialista di Chieti Giacomo Obletter, che pertanto rimane agli obblighi di dimora.
L'inchiesta conta 24 indagati fra commercialisti, manager e collaboratori delle società create sull'asse Italia-Portogallo, alcune delle quali con sede nell'isola portoghese di Madeira.
Ma la battaglia di Spadaccini non è solo sul fronte della libertà. Lo scontro con la Protezione civile è destinato a inasprirsi. Il suo legale, Sabatino Ciprietti, intende impugnare l'atto di scioglimento - annunciato dalla Protezione civile - del rapporto con la Sorem, la società che gestiva l'appalto per la gestione dei Canadair, ora amministrata da un custode giudiziario nominato dalla procura. «Il contratto prevedeva altri 5 anni di rapporto: chiederemo un maxi risarcimento danni», una cifra, dunque, molto più alta dei 47 milioni che Spadaccini reclama dal dipartimento già da un anno.
Intanto, continua la telenovela sul destino della Sorem e dei suoi dipendenti (300 fra piloti, amministrativi e tecnici, con quest'ultimi che rientrano nella San srl), da due mesi senza stipendio e con gli aerei a terra. Contrariamente a quanto era stato annunciato ai sindacati, nel consiglio dei ministri di venerdì non è stato portato il decreto bis sul piano di salvataggio della società che chiede le dimissioni di piloti e tecnici in cambio di un contratto a tempo determinato e senza la corresponsione degli arretrati. In precedenza, erano saltate le ipotesi di amministrazione straordinaria e del trasferimento del servizio aereo antincendio all'Aeronautica militare.
A questo punto, il percorso delle prossime settimane dovrebbe vedere, ma il condizionale è d'obbligo, il custode giudizario portare i libri in tribunale e la Protezione civile sollecitare manifestazioni d'interesse per affidare il servizio in via provvisoria.
Nel corso di un'assemblea generale, è stata inoltre costituita l'associazione «Gruppo volo piloti Canadair» con l'obiettivo prioritario di tutelare l'integrità degli attuali livelli occupazionali e professionali dopo la mancata approvazione dei due decreti legge.