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Pescara, 23/06/2026
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Data: 23/11/2010
Testata giornalistica: Il Secolo XIX
Amt, l'intesa non cancella lo sciopero Firma in Regione: Tursi dovrà decidere entro il 31 dicembre la manovra tariffaria

SCIOPERO CONFERMATO, nonostante la richiesta avanzata ieri dalla Regione di recedere. Non si farà però la manifestazione di protesta dei lavoratori, segno che l'astensione rimane soprattutto un atto d'accusa verso il governo. Niente mezzi pubblici per 24 ore. Niente bus, metropolitana e impianti di risalita per tutto il giorno. Il servizio sarà garantito solo nelle due fasce: dalle 6.30 alle 9.30 e dalle 17.30 alle 20.30. Il personale sui treni della Ferrovia GenovaCasella sciopererà dal lavoro per l'intera giornata e Amt garantirà il servizio per le persone portatrici di handicap. Si tratta comunque di una nuova ferita per la città, già alle prese con una serie di scioperi e proteste nazionali che stanno affliggendo il paese. Amt è lo scoglio più duro, e per superarlo si sta dando fondo a ogni risorsa. Faisa contro tutti, ieri, nella prima parte del vertice in Regione. Il maggiore sindacato di Amt, molto forte soprattutto tra gli autisti, ha puntato i piedi su più di un punto dell'accordo abbozzato la settimana scorsa da tutte le parti, criticando soprattutto gli enti, ma anche i colleghi sindacalisti, di aver ammorbidito alcuni impegni. Ad esempio l'aumento delle tariffe dal primo gennaio, l'internalizzazione delle mansione oggi affidate ad aziende private e il fondo per la cassa integrazione promesso dalla Regione. Ma, alla fine, ha ritrovato l'unità con le altre sigle sindacali, aggiungendo si alle 22,30 per una sofferta firma corale dell'intesa tra enti e rappresentanti dei lavoratori. Nei giorni scorsi erano usciti i primi contenuti dell'accordo. Meno tre milioni di chilometri l'anno sulle linee di collina, su quelle dell'alba e la sera. In pratica via il 10 per cento del servizio, probabilmente già da gennaio. Le tariffe verranno ritoccate, anche se la giunta non si era sbilanciata a dare per fatto l'aumento a 1 euro e 40 a partire dall'inizio del 2011, «perché vogliamo capire l'esatta entità del taglio da Roma». Dichiarazioni che unitamente a una sibillina formulazione dell'impegno scritta da Tursi nel documento stilato con la Regione avevano fatto infuriare la Faisa, arrivata al tavolo ieri sera con l'intenzione di non firmare. Detto questo, il vicesindaco con delega alla Mobilità Paolo Pissarello nel giorno del consiglio comunale monotematico sulla crisi di Amt non aveva negato che i sacrifici si faranno da subito: «A gennaio si dovrà far qualcosa su tutti e tre i fronti, ovvero rete, tariffe e riorganizzazione del personale». Rimane soltanto da quantificare. Certo è che pagherà di più chi ha un reddito elevato. «Anche anziani e studenti pagheranno a seconda delle possibilità proprie o della famiglia». Tra gli altri problemi sul banco la tutela dei lavoratori della Servizi e sistemi, azienda che ha in appalto la manovra dei mezzi e la pulizia in alcune rimesse. Difesi soprattutto dalla Filt Cgil, fuori dai programmi della Faisa Cisal. Ieri per oltre quattro ore si è tentato di ricucire gli strappi, portando anche il sindacato rappresentato dal segretario provinciale Mauro Nolaschi alla firma dell'intesa. Obiettivo raggiunto proprio in extremis. Il Comune si è impegnato, nero su bianco, a decidere entro il 31 dicembre prossimo sulla manovra tariffaria o, in alternativa, a reperire le risorse mancanti per evitare gli aumenti. In più, Tursi, ha ribadito l'impegno ad assumere alle sue dipendenze, sobbarcandosi i costi, 80 autisti da trasformare in ausiliari del traffico. La Regiona, dal canto suo, ha fornito maggiori garanzie sul fondo da 5 milioni di euro promesso per integrare la cassa integrazione degli autisti che verranno considerati in esubero. Andrea Gamba (segreteria Filt Cgil) e Giuseppe Mazza (Fit Cisl), al termine del vertice, sono parsi soddisfatti: «Una trattativa estenuante, ma fortunatamente chiusa con un buon esito». COLUMBUS, LA PROTESTA DEI DIPENDENTI Alcune decine di dipendenti della Columbus, società turistica controllata del gruppo Ventaglio, hanno manifestato ieri davanti a palazzo di giustizia contro il fallimento della società deciso dal tribunale. I dipendenti della Columbus sono in totale 134 per la maggior parte donne e non percepiscono lo stipendio da tre mesi. «Per noi che lavoriamo nel turismo spiega una lavoratrice trovare un altro posto è difficile. Non sappiamo come andare avanti».

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