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Pescara, 21/06/2026
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21/07/2012
Il Centro
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La riforma del tpl in Abruzzo - Trasporti, la Regione apre ai privati sui confini dei bacini. Morra: ma il disegno complessivo del piano resta Soddisfatti i consumatori, perplessità dei sindacati |
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PESCARA «La politica ha scontentato tutti, vuol dire che abbiamo fatto un buon lavoro». L’assessore regionale ai Trasporti Giandonato Morra commenta così la conclusione del Tavolo Tpl (parti sociali, aziende pubbliche e private, associazioni consumatori). D’altra parte sul disegno dei bacini trasportistici che dovranno essere la scatola entro cui calare la riforma del trasporto locale ( e a seguire la costituzione dell’azienda unica dei trasporti), non c’era accordo tra le parti già prima della riunione. La Regione ha proposto 4 bacini, anzi 2+2, i sindacati ne vogliono uno solo, i privati undici. Solo i consumatori sono d’accordo sulla proposta della Regione. «Ma c’è stato un apprezzamento comune sul lavoro fatto dall’assessorato», dice Morra, «che è stato fatto con criteri trasportistici e non politici. Certamente la nostra scelta è in contrasto con il piano dei privati, ma anche loro alla fine vedono il bicchiere mezzo pieno. Il problema» aggiunge Morra è che proprio alla fine della riunione mi hanno informato che la Corte costituzionale ha abrogato l’articolo 4 della legge sulle liberalizzazioni, e questo potrebbe comportare per tutti una ulteriore revisione delle procedure». La Consulta ha in sostanza accolto il ricorso di alcune regioni tra cui Marche ed Emilia Romagna contro la legge che restringe la competenza degli enti locali a decidere circa le modalità di erogazione dei servizi pubblici, in contrasto anche con i risultati del referendum sull’acqua pubblica. Al netto delle conseguenze che verranno dalla pronuncia della Consulta, la Regione ha dato la disponibilità a fare qualche aggiustamento al piano. «Certo, sono disposto a fare delle aperture, perché qualcosa può essere migliorato, rimanendo comunque la solidità della mia proposta». Secondo Morra, Il dimensionamento dei bacini ottimali finalizzato alla costruzione e alla gestione della rete dei servizi per i quali sussistono obblighi di servizio pubblico è stato orientato «in maniera da realizzare da un lato economie di scala, dall’altro differenziazioni idonee a massimizzare l’efficienza del servizio». La proposta prevede l’istituzione di quattro bacini: bacino A comune dell’Aquila (provvisorio perché a causa degli effetti del sisma 2009, è ancora del tutto instabile e in continua evoluzione). Bacino B: Comunità montana montagna Sangro Vastese. Bacino C che costituisce valorizzazione dell’esperienza di area integrata, quale quella sperimentata dal 2004 fra Chieti e Pescara e conosciuta come Area unico; Bacino D: comprende porzioni di tutte e quattro le province ed è il bacino più grande per estensione.
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