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Pescara, 21/06/2026
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Data: 22/07/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Province verso i tagli, l’ira di Pescara e Teramo. Legnini: «Prima vanno ridefiniti gli ambiti omogenei»

Mascia gli fa eco: «L’unificazione delle tre province di Pescara-Chieti-Teramo, è una scelta assolutamente valida, anzi è già considerata come una scelta obbligata da parte del Governo». Sulla scia cioè già della proposta fatta dal centro destra pescarese la scorsa settimana. «Dalla prossima settimana passeremo alla costituzione di un Comitato Pescara capoluogo».
Se Atene piange, Sparta non ride. «Teramo non si accorpa» oltre ad essere il nome di un gruppo su di un social network è diventato anche il passaparola di questi giorni tra associazioni culturali, componenti politico-economiche, semplici uomini della strada, e perfino direttori di biblioteche del territorio, in risposta ai nuovi paletti fissati dal governo sugli accorpamenti delle province. Addirittura la nota associazione cittadina Teramo Nostra, che fa appello alla teramanità di Chiodi, di deputati e di consiglieri regionali, ricorre a primati storici pur di non perdere connotati di leadership locali.
«La nostra città- dichiarano in coro i soci- che un tempo si chiamava Aprutium, diede il nome all’Abruzzo e mantenne nel I secolo a.C. il titolo di Municipio, quando invece molte altre realtà regionali ancora non esistevano». Certo la storia va avanti con le sue dinamiche e non guarda in faccia a nessuno. Ma quest’accorpamento proprio non va giù. «Se le province sono da ridurre, tutto ciò va fatto con razionalità, evitando accorpamenti a macchia di leopardo oppure non sostenibili» è il commento del senatore Pd Giovanni Legnini, intervenuto ieri mattina al convegno sulla Spending review a Mosciano Sant’Angelo. «È importante una ridefinizione di ambiti omogenei» ha invece affermato a proposito della riforma delle province il deputato Pd, il rosetano Tommaso Ginoble. «Comprendiamo le ragioni del decreto ma dobbiamo correggere alcune cose, perché la sanità e gli enti locali sono già allo stremo, non possiamo proseguire con i tagli lineari». Sulla rivisitazione del decreto è d’accordo anche il segretario provinciale del Pd teramano, Robert Verrocchio: «Non si può pensare di cambiare un'architettura istituzionale in poche settimane però spero che in parlamento il Pd sappia riequilibrare in maniera più equa il provvedimento».
Ma l’eventuale migrazione della teramanità verso L’Aquila indispettisce molti. Per il presidente della Provincia, Valter Catarra, ciò che conta è ben altro: «Per esempio far restare tutte le funzioni in capo alle Province, comprese quelle degli enti intermedi: Allora sì che ci potremmo sbizzarrirci a prospettare province adriatico-appenniniche».

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