Soglia di sbarramento al 3 o al 5%: si discuterà a settembre
«Certo- ha detto- non sono stato l’unico a lavorare. Restano, com’è ovvio, alcune questioni che soltanto l’assemblea è titolata ad affrontare e risolvere. Deciderà l’aula, ma posso dire che la normativa attuale sta per andare in soffitta».
In realtà la bozza della nuova legge elettorale è arrivata in Consiglio da più d’un mese ed è stata già posta nell’ordine del giorno di tre sedute successive, compresa l’ultima. Ma di rinvio in rinvio è certo che si arriverà a settembre. Il problema sta nel numero dei consiglieri. Secondo il decreto Tremonti, l’assemblea regionale che ha già approvato una riduzione dei consiglieri da 45 a 40, dovrebbe scendere ancora a 31, perché tanti ne sono previsti in base al numero di abitanti. Quattordici in meno d’un colpo solo. Ce n’è abbastanza per mettere in ansia i consiglieri che vedono in pericolo seggio, stipendio, indennità e quant’altro. E siccome c’è un precedente che pende davanti alla Corte Costituzionale, si è deciso di aspettare.
Il precedente è quello della Regione Puglia che aveva ridotto i propri rappresentanti da 70 a 60, ma il governo ha ritenuto che, in base al numero degli abitanti, dovessero essere portati a 50. E così ha impugnato la delibera della Regione Puglia davanti alla Consulta che deciderà il primo settembre prossimo. E’, cioè, una prerogativa della Regione scegliere il numero dei propri consiglieri o decide il decreto del governo di Roma? «Meglio capire- dice Sospiri- fino a che punto possiamo arrivare nel fissare il numero dei consiglieri, che peraltro abbiamo già tagliato di 5 unità, per non correre il rischio di finire in mora anche noi». Come dire che se la Consulta darà ragione alla Puglia, è difficile che l’Abruzzo riduca a 31 il numero dei propri consiglieri. Esiste bell’e pronta un’intesa trasversale che vede tutti d’accordo. Del resto non a caso Sospiri ha ribadito più volte che il «taglio c’è già stato» e sarà operante dalla prossima legislatura. Ma se la Corte dovesse optare per l’altra ipotesi, ossia dare ragione al governo come sembra probabile in tempi di spending review, ne vedremo delle belle quando ci sarà da formare le liste.
Ma a provocare mal di pancia è anche la soglia di sbarramento, cioè la percentuale minima che un partito deve avere per essere rappresentato in consiglio. La proposta di legge prevede una soglia del 5% se ci si presenta da soli e del 3% se si va in coalizione. Tenendo presenti i dati delle regionali 2008, con la nuova legge-Sospiri non sarebbero rappresentati in consiglio Rifondazione comunista (2,84% a dicembre 2008), Federazione dei Verdi- Sinistra Democratica (2,22), Partito dei Comunisti italiani (1,00). Tra tagli dei consiglieri e soglia di sbarramento, il nuovo Consiglio regionale ne uscirebbe stravolto.
«In effetti- dice Franco Caramanico del Gruppo misto- dai piccoli partiti e dal sottoscritto era arrivata la proposta di abbassare la soglia di sbarramento, ma Pdl e Pd, i due gruppi maggiori, sono stati irremovibili. All’inizio il Pd voleva addirittura una soglia del 6,2 per chi va da solo, questo per favorire coalizioni più ampie possibili. Rifondazione e Comunisti italiani faranno ostruzionismo. La soglia di sbarramento ne mette in forse la sopravvivenza in Consiglio regionale».