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Data: 23/07/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Un politico pensa alle elezioni, uno statista alle nuove generazioni». Il presidente del Consiglio in Russia: più dei mercati conta l’economia reale

L’incontro a Mosca con il patriarca Kirill, oggi a Sochi i colloqui con Putin

MOSCA - «Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista alle prossime generazioni». Da Mosca, dov’è in visita ufficiale, il premier Mario Monti è ricorso alla citazione di una famosa frase di Alcide De Gasperi con il probabile obiettivo di sottolineare il proprio stato d’animo in questi giorni d’amarezza per la risalita dello spread. La citazione, formulata nel corso di un’intervista all’agenzia Itar-Tass, è stata seguita dall’ennesimo appello «ad un cammino comune fra politica ed economia». Una punzecchiatura verso i «perfidi» mercati finanziari ripetuta in serata quando al termine di una cena con la folta delegazione di imprenditori italiani (tra gli altri Scaroni dell’Eni, Conti dell’Enel, Orsi di Finmeccanica, Sarmi di Poste Italiane, Cucchiani di BancaIntesa oltre a una quindicina di titolari di piccole imprese) ha ribadito: «Siamo qui per firmare molti contratti fra imprese russe e italiane. Questa è l’economia reale».
Monti - che ieri ha incontrato il patriarca Kirill - ha sfoggiato molta tranquillità per tutta la giornata. E da Roma, informalmente, anche i suoi collaboratori hanno mostrato di non temere la riapertura dei mercati. «Siamo vigili, ma molto sereni», ha ripetuto uno dei ministri che fanno parte del Comitato di coordinamento di politica economica e finanziaria, istituito da Monti nel giorno della «promozione» di Vittorio Grilli a ministro dell'Economia. Del tavolo fanno parte i responsabili dei dicasteri economici e il governatore della Banca d'Italia. Un vero e proprio gabinetto di guerra, utile nel caso in cui la situazione precipiti.
A palazzo Chigi si tiene il punto, negando quel nervosismo che si è impadronito dei media. Non a caso sabato, a poche ore da un lunedì che in tanti temono, il premier ha trascorso la giornata in compagnia della moglie Elsa, nella loro casa sul lago Maggiore. «Se fosse davvero preoccupato non avrebbe lasciato Roma», ha ribadito il suo entourage, dove non si manca di ricordare come oggi - quando riprenderanno le contrattazioni sui titoli - il professore sarà in partenza per Sochi per la bilaterale con Vladimir Putin. «Business as usual» è, insomma, la linea a palazzo Chigi.
Eppure, anche se lontano dall'Italia, il premier tiene sott'occhio la situazione italiana. Anche da Mosca i contatti sono stati continui. E non solo con l'Italia. Secondo qualcuno infatti Monti avrebbe sentito anche Mario Draghi. Voce che non trova conferma nell'entourage del premier. L'intervista rilasciata dal governatore della Bce a Le Monde, ovviamente, è stata apprezzata, in particolare nel passaggio in cui sottolinea che la Bce agirà «senza tabù» in difesa della stabilità dell'euro. Monti, per rispetto dell'indipendenza della Banca centrale, non può ovviamente dirlo, ma è chiaro che confida in un intervento di Francoforte sul mercato secondario qualora la febbre dello spread dovesse salire troppo. Anche se - si spiega in ambienti governativi - non si deve indulgere in eccessivo ottimismo perché come ha sottolineato lo stesso Draghi la Bce non può risolvere i problemi degli Stati.
E visto che lo scudo anti-spread non appare una opzione immediatamente praticabile, in quanto si dovrà attendere che la Corte tedesca si pronunci il 12 settembre, all'Italia non resta che «cavarsela da sola». E la speranza che riesca a farlo anche quando, Germania permettendo, sarà operativo anche il fondo strutturale Esm. Perché, come ripete spesso Monti ai proprio collaboratori, «non possiamo permettere che siano altri a dire cosa fare in Italia».
E intanto? Nella due giorni in Russia, a differenza di quanto avvenuto in Asia e Stati Uniti, Monti non ha in agenda incontri con la comunità finanziaria moscovita. Ha cenato con gli imprenditori italiani, ma non è stato organizzato alcun faccia a faccia con investitori locali. Più che plausibile però che della crisi dell'Eurozona parli durante le bilaterali con Medvedev e Putin. Se non altro per rassicurare le controparti sulla tenuta dell'Italia e sull'efficacia delle riforme intraprese. Forse con l’obiettivo di ottenere solidarietà non solo a parole.

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