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Data: 24/07/2012
Testata giornalistica: Il Sole 24 ore.com
La sentenza sulle privatizzazioni - Le regole cancellate. La motivazione. Al traguardo in ordine sparso. Le situazioni a Roma, Torino, Firenze e Napoli

Le regole cancellate
La Corte costituzionale, con la sentenza 199/2012 depositata venerdì, ha dichiarato l'illegittimità delle liberalizzazioni dei servizi pubblici locali a rilevanza economica contenute nell'articolo 4 del Dl 138/2011. Le regole, in via di applicazione, escludevano l'affidamento in house per servizi di valore superiore ai 200mila euro annui, imponevano la cessione progressiva di azioni delle società pubbliche quotate in Borsa e prevedevano l'esame dell'Antitrust sui diritti di esclusiva affidati dagli enti

La motivazione
Le norme sono state considerate illegittime perché analoghe a quelle abrogate con i referendum di giugno 2011 Le regole sopravvissute In campo rimane la disciplina europea che limita l'in house alle società pubbliche che svolgono con l'ente affidante la maggior parte delle attività, e le regole di settore come per esempio quelle che disciplinano gas ed energia.

Al traguardo in ordine sparso
Con la sentenza della Corte costituzionale di venerdì (199/2012) la tormentata disciplina sui servizi pubblici locali torna di fatto all'assetto precedente al varo della legge Ronchi, (Dl 135/2009) che all'articolo 23-bis aveva previsto l'obbligo di privatizzare almeno il 40% delle partecipazioni dei comuni nelle municipalizzate. Norma poi però abrogata dal referendum di giugno 2011 che cancellava l'obbligo di cessione delle quote pubbliche nelle società di gestione. Ma immediatamente ripristinata dal Governo Berlusconi, appunto con l'articolo 4 della manovra-bis di Ferragosto 2011 ( Dl 138/2011) che ha riproposto l'obbligo di privatizzazione per trasporti e rifiuti escludendo l'acqua. Ora caduto sotto la scure della Consulta. La bussola da seguire per ora resta dunque la normativa europea. Intanto però molti comuni stanno proseguendo il loro iter di cessione delle partecipazioni nelle aziende di servizi locale, alcuni più spediti come Torino e Firenze, altri con più difficoltà come nel caso di Roma.

ROMA Braccio di ferro in Consiglio per la cessione di Acea
Il 16 marzo di quest'anno la giunta di Roma capitale ha approvato la delibera 32 che prevede il riassetto complessivo delle società del Campidoglio, attraverso il trasferimento delle partecipazioni ad un'unica holding. Nel progetto complessivo di riassetto viene prevista anche la cessione del 21% delle quote di Acea, la multiutility dell'acqua e dell'energia, attualmente detenute (il 51%). Una decisione fortemente osteggiata dalle opposizioni oggetto di una duro scontro in Consiglio comunale che dovrebbe approvare la delibera insieme al bilancio di previsione

TORINO Lunedì in aula la delibera sulla filiera ambientale
Torino procede spedita sul percorso di privatizzazione avviato in autunno dal sindaco Piero Fassino. Dopo aver separato, nel trasporto pubblico locale, la struttura (rimasta interamente pubblica) dalla gestione si appresta ad avviare a gara il 49% di quest'ultima e ha pubblicato il bando per la cessione del 28% della Sagat che gestisce l'aeroporto cittadino. E lunedì in Consiglio comunale ci sarà la discussione sulla delibera sulla "filiera ambientale" che prevede la cessione del 49% di Amiat (gestione rifiuti) e l'80% di Trm (società che sta realizzando termovalorizzatore)

FIRENZE Conclusa a giugno la privatizzazione del tpl
Si è appena concluso il percorso di privatizzazione del trasporto pubblico locale avviato da Firenze. Un iter partito con la scorporo dalla società Ataf spa del ramo d'azienda Ataf gestioni, in cui è confluita tutta le attività relative alla gestione del Tpl, dal personale al parco mezzi. Ramo d'azienda appunto messo a gara dal Comune e che il 19 giugno è stato aggiudicato per 18,9 milioni a un'associazione temporanea di imprese la cui capofila è Bus Italia-Sita Nord società controllata da Trenitalia

NAPOLI L'acqua torna pubblica. Arin trasformata in Abc
Napoli ha ripubblicizzato la gestione dell'acqua trasformando in aprile la società Arin Abc Napoli azienda speciale. In linea con la sentenza della Consulta il sindaco Luigi De Magistris ha ribadito cha la politica di governo della sua giunta «è quella di garantire la pubblicità dei servizi che hanno come oggetto i diritti costituzionalmente stabiliti e i beni comuni, evitando forme di privatizzazione in settori come ambiente o trasporti». Il comune sta invece pensando di cedere la quota del 12% detenuta nella Gesac società che gestisce l'aeroporto

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