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Pescara, 21/06/2026
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Data: 24/07/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Chieti batte tutti negli acquisti di cancelleria. Conti ai raggi X Il capoluogo teatino guida la classifica nazionale. Ma il sindaco smentisce- Pescara prima in Abruzzo per le spese di rappresentanza e comunicazione

I consumi dei Comuni

PESCARA La falce governativa è pronta ad abbattersi sui «consumi intermedi» troppo elevati, registrati nel 2011 dai Comuni italiani. Chi ha abbondato nelle spese pubbliche subirà la quota più consistente dei tagli. E l'Abruzzo di certo non può dormire sonni tranquilli. Secondo i dati del Siope, il sistema informatico del ministero dell'Economia che monitora gli andamenti di cassa degli enti pubblici, dati pubblicati ieri da «Il Sole 24 ore», Chieti conquista il primato tra le città del Belpaese per aver speso di più in materia di cancelleria e materiale informatico e di consumo. Con una spesa annua di 14.971 euro ogni cento abitanti, supera Roma che si ferma a 1.615 euro e Milano con 1.555. Ma il sindaco Di Primio smentisce la notizia asserendo che in realtà quel capitolo di bilancio del Comune contiene, tra gli altri, anche i costi per la fornitura idrica e per l'acquisto di beni connessi al servizio idrico integrato, nonché le spese per l'acquisto di derrate alimentari per gli asili nido.Ventotto posizioni successive arriva L'Aquila con 1.471 euro, 47 comuni dopo Pescara con 1.045 e infine Teramo che in tal senso sarebbe la più virtuosa non solo d'Abruzzo (248 euro), ma anche d'Italia collocandosi al 103° posto su 106. In fatto di rappresentanza e comunicazione, il primo posto nella classifica abruzzese se lo aggiudica Pescara con 1.225 euro ogni cento abitanti, piazzandosi al 23° posto nella graduatoria italiana guidata da Siena, con 4.819 euro. Nove posti dopo c'è Chieti con 1.036 euro e in fondo alla classifica L'Aquila (46 euro) e Teramo, che chiude la graduatoria nazionale spendendo solo 8 euro. Le casse dell'Aquila si aprono per pagare 161 euro annui ogni cento abitanti per gli equipaggiamenti e le spese di vestiario, settore in cui il capoluogo di Regione primeggia a livello regionale e occupa la ventidueesima posizione in ambito italiano.Oltre metà classifica arrivano anche Chieti (settantunesima posizione con 59 euro), Teramo (ottantaquattresima posizione con 36 euro) e Pescara (novantaquattresima posizione con 21 euro). Se Milano dedica ai trasporti pubblici 49.337 euro, le città abruzzesi trascurano questo settore collocandosi oltre la metà della hit nazionale. Al 54° posto si trova L'Aquila (1.567 euro), seguita da Chieti (913 euro), Pescara (871 euro) e Teramo (497 euro). Quest'ultima tuttavia si aggiudica la pole position in ambito abruzzese per i rifiuti con una spesa di 21.354 euro. Seguono L'Aquila (19.192 euro), Pescara (17.180) e Chieti (9.317). Gli incarichi professionali gravano sulle casse del comune di Pescara per 476 euro, 36 volte la spesa di Teramo (13 euro).

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