Sudio del ministero dell’Economia sulle spese dei comuni italiani Il sindaco protesta: errati i dati sulle spese per informatica e cancelleria
A Milano il trasporto pubblico costa al Comune il 60% in più rispetto a Roma (ma funziona meglio), mentre la Capitale straccia Palazzo Marino negli incarichi professionali, pagando quasi 2.600 euro ogni 100 abitanti contro i 465 di Milano. E’ questo uno dei dati di maggiore rilievo, a livello nazionale, dello studiio del Siope. Ma a balzare agli occhi sono anche altri primati come quello di Enna, che per il servizio rifiuti spende, sempre in rapporto agli abitanti, il quadruplo della media nazionale, e arriva a pagare il 177% in più di Novara e il 366% in più di Salerno Asti, invece, primeggia nelle utenze (telefono, acqua, gas eccetera).
PESCARA Chieti campione di sprechi fra i Comuni italiani per le spese di cancelleria e materiale informatico. E’ quanto sostiene il Siope, il Sistema informatico del ministero dell'Economia che monitora gli andamenti di cassa degli enti pubblici. Secondo il Siope, il Comune di Chieti spende 14.971 euro, per ogni 100 abitanti, per comperare penne, matite, programmi per computer. Questo dato, riportato ieri dal quotidiano Il Sole 24ore, insieme ad altri relativi alle spese dei Comuni, è stato contestato, però, dal sindaco di Chieti, Umberto Di Primio (Pdl), secondo il quale «l'intervento 2 della spesa di Bilancio 2011 del mio Comune recante “Acquisto di beni di consumo e/o di materie prime", contiene al suo interno spese che nulla hanno a che fare con quelle di "Cancelleria, materiale informatico e di consumo" esaminate dal Sole». «Infatti, in detto capitolo», prosegue Di Primio in una lettera inviata al ministro dell’Econiomia, Grilli, «il bilancio del comune di Chieti contiene, tra gli altri, in via esemplificativa, anche i costi per la fornitura idrica e per l'acquisto di beni connessi al servizio idrico integrato, nonché le spese per l'acquisto di derrate alimentari per gli asili nido». Nel rapporto, Chieti si segnala, in negativo, anche per un altro dato, il 7° posto (5.488 euro per ogni 100 abitanti) spesi per la manutenzione ordinaria di immobili e auto di proprietà del Comune. E’ Pescara, invece, il Comune che spende di più, fra i quattro capoluoghi di provincia abruzzesi, per comunicazione e rappresentanza (pubblicazione di giornali, riviste, organizzazione di manifestazioni e convegni): 1.225 euro per ogni 100 abitanti, 23° posto in graduatoria. Teramo spicca, invece, nella categoria “Contratti di servizio per smaltimento dei rifiuti”: 11° posto con 21.354 euro ogni 100 abitanti. Pescara con il suo 30° posto è, invece, la città abruzzese che spende di più per incarichi professionali esterni: 476 euro ogni 100 abitanti. L’unico primato (negativo) dell’Aquila, fra le città della regione riguarda le spese per equipaggiamento e vestiario: 22° posto in classifica con 161 euro. Fra le performance positive ce ne sono tre che riguardano Teramo. E’ il Comune più parsimonioso in Italia per ciò che riguarda “Comunicazione e rappresentanza”: 8 euro all’anno per ogni 100 abitanti. Sempre Teramo spicca (sestultimo posto, 13 euro) nella categoria degli incarichi professionali e (quartultimo gradino, 262 euro) in quella delle spese per manutenzione ordinaria di immobili e auto. Pescara, infine, è quartultima (224 euro) per i soldi spesi in noleggi, locazioni, leasing operativi e altri utilizzi di beni di terzi.