Nonostante lo stop del comitato Via, i lavori della filovia proseguono e il Wwf torna all'attacco della Gtm segnalando alla Regione la violazione e sollecitando un intervento immediato. Con una lettera inviata alla stessa Regione, al comitato Via, alla responsabile del servizio affari giuridici, all'assessorato dei Trasporti e della Mobilità, l'associazione ambientalista ricorda «la violazione, da parte della stazione appaltante Gtm spa, della diffida deliberata dal comitato di coordinamento regionale Via il 3 luglio, che fermava i lavori della filovia in attesa di un pronunciamento della Commissione europea intervenuta con un'azione ispettiva su un nostro esposto». L'azione del Wwf Abruzzo è scattata dopo aver constatato che ieri sono iniziati, su iniziativa della capofila dell'Ati (Associazione temporanea d'impresa) appaltatrice Balfour Beatty Rail spa di Milano, i lavori d'interramento dell'elettrodotto di alimentazione dei cavi aerei al servizio del filobus da impiegare sul tracciato riservato «in conformità - spiega Loredana Di Paola del Wwf - a un progetto che, com'è noto, non è stato mai assoggettato a qualsiasi studio di Valutazione d'impatto ambientale, benché prescritto finanche dall'articolo 3 della legge numero 211 del 1992 che ha finanziato l'appalto in corso d'opera». Dopo l'esposto e la relativa perizia della Procura che aveva costretto la Regione a portare il progetto all'attenzione del comitato Via, quest'ultimo aveva decretato una sorta di spensione de facto dei lavori anche perché l'esposto del Wwf era finito anche sul tavolo della Commissione europea, la quale, a sua volta, aveva disposto un'inchiesta con il rischio di aprire una procedura d'infrazione. Del resto, non più tardi di sabato scorso il Wwf aveva ammonito nuovamente la Gtm a fermare i lavori, che invece sono andati avanti con la posa delle ringhiere per le fermate. Ora, con l'inizio dell'elettrificazione, gli ambientalisti hanno chiamato in causa direttamente la Regione: «Il parere emesso dal comitato Via - aggiunge Di Paola - non lascia spazio a fraintendimenti: qualunque opera riconducibile al sistema di guida vincolata, non solo i magneti, ma anche l'elettrificazione del tracciato, è da sospendere. Continuare i lavori in queste condizioni è da irresponsabili e le conseguenze dal punto di vista del danno erariale patrimoniale sono così destinate ad aggravarsi».