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Pescara, 21/06/2026
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Data: 25/07/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Più autobus nelle zone interne. Ecco le richieste Pd all’Arpa. Per i lavoratori dell’azienda i quattro bacini proposti dall’assessore Morra creerebbero squilibri.

AVEZZANO Subito la fusione delle tre aziende di trasporti regionali e una maggiore copertura delle zone interne. Sono queste le richieste avanzate da una delegazione di rappresentanti sindacali e lavoratori dell'Arpa al gruppo regionale del Partito democratico durante un tavolo di lavoro convocato al Comune di Avezzano. Alla luce delle ultime novità in tema di trasporto pubblico regionale, il vice presidente del consiglio regionale, Giovanni D'Amico, e i consiglieri Giuseppe Di Pangrazio e Claudio Ruffini hanno voluto incontrare una delegazioni dell'Arpa per capire come poter agire nella riorganizzazione del settore. «A preoccupare molto i lavoratori dell'Arpa è la realizzazione dei quattro bacini proposti dall'assessore regionale ai trasporti, Giandonato Morra, che creerebbero degli squilibri interni troppo ampi», hanno commentato D'Amico, Di Pangrazio e Ruffini, «bisogna quindi agire subito e chiedere ai vertici regionali un unico bacino coperto in modo equo dal trasporto pubblico». Ad allarmare i rappresentanti regionali e i delegati dell'Arpa è infatti la mancata copertura da parte dei mezzi pubblici delle zone interne e gli squilibri che si creano tra i diversi territori. Da una parte ci sono paesi con diversi bus al giorno, alcuni dei quali spesso semivuoti, altri, invece, dove arrivano solo un paio di mezzi a discapito della popolazione. Per risolvere questo e altri disagi legati al trasporto pubblico i delegati dell'Arpa hanno chiesto ai consiglieri del Pd di farsi portavoce alla Regione delle loro richieste tra le quali spicca la fusione delle tre aziende locali di trasporto, Arpa, Sangritana e Gtm. «La fusione delle tre società e un unico bacino sono fondamentali per rilanciare il trasporto pubblico in Abruzzo e offrire un servizio decoroso ai cittadini», hanno continuato i rappresentanti del gruppo regionale del Partito democratico, «come Pd abbiamo già chiesto all'amministrazione regionale di attuare la fusione ma non abbiamo avuto alcun tipo di fusione in merito. Per questo motivo», hanno continuato il vice presidente D'Amico e i consiglieri Di Pangrazio e Ruffini, «chiederemo immediatamente la convocazione di un consiglio regionale straordinario affinchè il presidente Gianni Chiodi possa spiegarci come mai non ha ancora provveduto ad attuare la fusione. Nell'assise, inoltre, evidenzieremo anche il fatto che i quattro bacini proposti da Morra rischiano di mandare in passivo le società».

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