LANCIANO «Tutte le mensilità in sospeso dovranno essere pagate dalla School Bus service ai dipendenti questo venerdì». È categorico l’assessore all’istruzione, Marcello D’Ovidio, che dopodomani incontrerà i responsabili della ditta campana che gestisce il servizio di trasporto scolastico per il Comune. Ieri, dopo l’appello sul Centro di dodici dipendenti su venti che si sono rivolti al sindacato per lamentare il mancato pagamento degli stipendi dal mese di aprile, uno dei responsabili della società si è messo in contatto con Palazzo di città. «Siamo riusciti a parlare con un responsabile solo stamattina (ieri per chi legge, ndc)», sottolinea l’assessore D’Ovidio, «vogliamo concedere il beneficio del dubbio alla società, ma venerdì dobbiamo affrontare diverse questioni, passate e future, e soprattutto vogliamo incontrare il direttore tecnico della società e il legale rappresentante». Il Comune, come ammesso dallo stesso assessore, «ha sempre pagato le mensilità dovute», ma sia accompagnatori che autisti sono a tutt’oggi senza stipendio. I lavoratori attendono anche il pagamento delle tredicesime, delle quattordicesime e delle ferie. «I pagamenti sono stati inseriti nelle nostre buste paga», hanno raccontato le Rsu Filt-Cgil, Leonella Di Primio e Paolo Tenaglia, «ma quelle somme non ci sono mai state consegnate. La beffa è che su quegli importi dichiarati e mai versati dobbiamo pagare anche le tasse». Nell’incontro di venerdì tra dipendenti, Rsu, Comune e i responsabili della School Bus service srl, dovranno essere affrontate diverse questioni relative ai contratti di lavoro dei dipendenti. «Abbiamo contratti a tempo indeterminato e invece siamo pagati a cottimo», raccontano le Rsu, «e in diversi casi è capitato che abbiamo dovuto pagare di tasca nostra chi è venuto a sostituirci». Solo grazie all’intervento del sindacato Filt-Cgil tutti e venti i dipendenti sono riusciti a ottenere la cassa integrazione in deroga visto che non era previsto nessun pagamento da parte della società per i mesi di pausa fuori dal periodo scolastico. Il timore degli operatori, che più volte per presentare le proprie istanze sono dovuti andare fino ad Afragola, in provincia di Napoli, dove ha sede la società, è che i disagi nei pagamenti e nella posizione lavorativa possano protrarsi fino alla scadenza del contratto di appalto, alla fine del 2013. «Chiediamo certezze per il futuro», conclude un’accompagnatrice degli scuolabus, «abbiamo sempre lavorato con professionalità e competenza e le famiglie ci adorano: sarebbe un peccato e un grave danno per tutti noi se dovessimo essere licenziati, così come siamo stati minacciati più volte». L'incontro dovrebbe svolgersi nell'area industriale di Marcianese, dove la società utilizza temporaneamente il parcheggio dei propri mezzi.