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Data: 25/07/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Favorì la nomina di un primario» Chiesto il processo per Vendola

ROMA - Concorso in abuso d'ufficio: è l’accusa che la procura di Bari ha contestato al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. La richiesta di processo non riguarda solo il Governatore ma anche la sua grande accusatrice, l’ex direttore generale della Asl di Bari, Lea Cosentino, conosciuta come Lady Asl, perché implicata in diverse inchieste sulla gestione della sanità pugliese e per i suoi stretti rapporti con Gianpi Tarantini, l’imprenditore finito nello scandalo delle serate con escort ad Arcore. Vendola dovrà presentarsi davanti al gip Susanna de Felice il 27 settembre prossimo, e alla notifica dell’atto che potrebbe farlo finire sotto processo ha commentato: «Posso solo dire che finalmente tiro un sospiro di sollievo essendomi così data la possibilità di spiegare, dinanzi al giudice, la correttezza dei miei comportamenti».
Il leader di Sel dovrà difendersi dall'accusa di aver istigato Lea Cosentino affinché l'ex dg riaprisse i termini del concorso per l'incarico quinquennale di direttore medico della struttura complessa di Chirurgia toracica dell'ospedale San Paolo di Bari. Questo perché - secondo i pm - voleva che al concorso partecipasse un medico che intendeva favorire e che per lui era tra i più bravi, il dottor Paolo Sardelli. Lo stesso medico, che nel 2007 ha compiuto a Foggia, assieme ad un primario di Barcellona, il primo trapianto da cadavere. Sardelli aveva partecipato e vinto il concorso e ancora oggi guida il reparto che è ritenuto un fiore all'occhiello della sanità pubblica pugliese. Per la pubblica accusa, però, il pressing di Vendola su Cosentino altro non era che un abuso d'ufficio, perché avrebbe provocato un ingiusto vantaggio patrimoniale al chirurgo, che poco prima aveva visto svanire un incarico direttivo presso l'ospedale Di Venere del capoluogo pugliese.
Alla base delle contestazioni che vengono fatte al presidente della Regione ci sono proprio le dichiarazioni di Lea Cosentino, la quale ha riferito ai magistrati quanto le avrebbe detto Vendola all'epoca dei fatti, raccontando della richiesta di riapertura dei termini per la presentazione delle domande del concorso per l'ospedale. «Non ti preoccupare di questa cosa - le avrebbe detto - Ti copro io». La pressione del Governatore nei confronti del dg Asl avvenne - secondo la procura - «in assenza di un fondato motivo di pubblico interesse» e «sulla base di una motivazione pretestuosa e in sé contraddittoria (asserita esigenza di una ampia possibilità di scelta in relazione alla esiguità del numero dei candidati che hanno presentato domanda, in palese contrasto con la dichiarata specifica particolarità della disciplina oggetto della selezione)».

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