Il trasporto pubblico locale rischia l’asfissia, la fine per mancanza di ossigeno ovvero delle risorse necessarie per consentire la sopravvivenza del settore. L’allarme lanciato da ASSTRA e ANAV è evidente dalle cifre: 240 milioni di chilometri che dovranno essere tagliati nei servizi nel 2012, 340 nel 2013; 11 mila esuberi di personale previsti nel 2012, che salgono a ben 16 mila nel 2013.
Secondo ASSTRA ed ANAV, i tagli di servizi e di personale sono l’inevitabile conseguenza del taglio determinato, a sua volta, dai provvedimenti di “spending review” del Governo che – se confermati – prevedono minori trasferimenti di risorse alle Regioni per 700 milioni di euro nel 2012 e di 1.000 milioni nel 2013: un taglio che fa mancare completamente l’ossigeno al settore e che interviene dopo che – in questi ultimi anni – sono andate costantemente riducendosi le risorse destinate alle aziende e al comparto dei trasporti pubblici. La ricostruzione effettuata da ASSTRA e ANAV è complessa, ma abbraccia l’intero periodo che va dal 2008 ad oggi. I dati elaborati dalle due organizzazioni indicano che, nel triennio 2008-2009-2010, le Regioni (per compensare a loro volta i tagli ai trasferimenti dello Stato) non hanno riversato alle aziende e al settore del TPL una cifra superiore ai 460 milioni di euro; Asstra e Anav precisano che alcune Regioni sono state più virtuose e hanno riversato interamente al TPL i fondi introitati con la compartecipazione delle accise sulla benzina, altre meno, ma nel complesso la riduzione di risorse si assesta su una media del 3-4% annuo, portando al totale di 463 milioni in cifra assoluta le minori disponibilità del comparto.
Nel 2010, con l’incalzare della crisi economica e le necessità sempre più urgenti di quadrare il bilancio dello Stato, comincia l’epoca delle Finanziarie “lacrime e sangue” e comincia anche una nuova “via crucis” del TPL, alle prese con “tagli lineari” di dimensioni sempre più notevoli. Asstra ed Anav ricordano che, nel maggio 2010, la manovra di stabilizzazione finanziaria del decreto legge 78 ha stabilito pesanti tagli alle autonomie territoriali (Regioni, Provincie, Enti Locali) che, complessivamente, ammontano a 6,3 miliardi di euro nel 2011 e 8,5 miliardi a partire dal 2012. Le conseguenze per il TPL sono – secondo i dati elaborati da Asstra e Anav – un taglio di risorse che, in termini assoluti, vale 302 milioni di euro nel 2011 rispetto alle risorse 2010 e 571 milioni di euro per il 2012, per un totale complessivo di 873 milioni di euro. Successivamente, sono intervenuti degli accordi tra Stato e Regioni (quasi sempre a sanatoria, e dopo un allarme vissuto per mesi dagli enti locali) che hanno consentito di recuperare parte delle risorse che, però – osservano Asstra ed Anav -, sono andate esclusivamente a coprire le esigenze derivanti dai contratti di servizio ferroviario regionale stipulati con Trenitalia. In definitiva – secondo Asstra ed Anav –, i tagli che residuano da tutte le manovre e relativi al settore del trasporto pubblico locale ammontano a 132 milioni di euro (-10%) nel 2011 e a 11 milioni di euro nel 2012. La difficile situazione del settore, però, non si esaurisce qui: le due organizzazioni sottolineano che, in base a dati regionali, le risorse necessarie per assicurare la copertura dei contratti di servizio ferroviari regionali FS (e garantire ammortamenti, rinnovo materiale rotabile e adeguati livelli di servizi) sono pari a 2.055 milioni di euro e, sulla base delle disponibilità finora assegnate, mancano risorse pari a 307 milioni nel 2012 e ben 855 milioni di euro nel 2013.
La sintesi effettuata dal documento di ASSTRA ed ANAV indica che la riduzione dei trasferimenti statali a Regioni ed Enti locali effettuata con il d.l. 78/2010 ha comportato tagli diretti al trasporto pubblico locale per 1.625 milioni di euro, di cui 1.329 di natura corrente e 306 in conto capitale (cioè per ammortamenti e sostituzione autobus). La maggior parte (circa il 98%) dei tagli riguardanti la spesa corrente avrebbe dovuto riguardare i capitoli di bilancio relativi ai servizi ferroviari regionali di Trenitalia, ma le Regioni – di fronte alla prospettiva pressoché impossibile di sopprimere treni già previsti in orario – hanno finito per riversare i tagli quasi esclusivamente sul settore del TPL (302 milioni di euro, pari a un meno 6%, nel 2011 e 571 milioni di euro, pari a meno 11,4%, secondo i dati di Asstra e Anav; in termini reali, tenendo cioè conto degli adeguamenti inflattivi non riconosciuti, le percentuali di minori introiti salgono, rispetto al 2010, al 10% nel 2011 e al 17% nel 2012).
Le conseguenze dei tagli al TPL sono così descritti dal documento di Asstra e ANAV: l’età media degli autobus è passata, nel settore urbano dai 9,58 anni di anzianità media ai 10,59 (cioè esattamente un anno in più) nel 2011, e una dinamica più o meno simile si registra nel trasporto extraurbano, che partiva già da un dato più alto (10,18 anni) e approda ad un aumento dell’anzianità media dei mezzi anche superiore ad un anno (11,36 anni). Altri effetti, alcuni particolarmente avvertiti dai cittadini sia in termini economici che di deterioramento della qualità del servizio: 1) incremento dei livelli tariffari; 2) riduzione del servizio offerto; 3) conseguenze in termini occupazionali (con circa 8.500 dipendenti in meno – oltre il 7% della forza lavoro complessiva del settore – per effetto delle varie politiche di riduzione degli addetti; 4) oggettive difficoltà per raggiungere l’intesa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro (con il conseguente moltiplicarsi di scioperi e di agitazioni); 5) e, infine, l’aggravarsi del problema della crisi di liquidità delle aziende per effetto dei ritardi nei pagamenti dei servizi da parte di Regioni e Enti locali.
Su questo quadro già molto poco esaltante, si abbatte la scure degli ulteriori tagli determinati dalla “spending review”, quantificati da ASSTRA e ANAV in 2.300 milioni in totale a Regioni, Provincie e Comuni nel 2012 e a ben 5.200 milioni di euro nel 2013 (e 5.500 dal 2014). I tagli della “spending review” – come per la manovra del 2010 – non riguardano direttamente il trasporto pubblico locale, ma è inevitabile che su questa voce (che rappresenta il secondo capitolo di spesa più importante – dopo la sanità a livello regionale) si concentrino gran parte delle previsioni di riduzione di stanziamenti. ASSTRA ed ANAV hanno elaborato due possibili scenari in relazione ad un taglio di risorse per il 2013 pari – rispettivamente – al 3% e all’8%.
Nel caso di una riduzione di risorse pari a 130 milioni di euro (3%), si avrebbe una riduzione complessiva rispetto al 2010 di circa 700 milioni di euro, pari al 14%. Gli effetti che – secondo ASSTRA ed ANAV – si determinerebbero sarebbero un’ulteriore riduzione delle percorrenze chilometriche pari a 36 milioni di chilometri, che si aggiungono agli 80 già tagliati effettivamente nel 2011 e ai 100 stimati nel 2012; rischio di perdita di utenza di 54 milioni di passeggeri nonostante che gli effetti della crisi economica e l’aumento dei carburanti determinino un sempre maggiore aumento della domanda di trasporto pubblico e nonostante che le aziende TPL abbiano già fatto registrare nel 2011 le migliori performance degli ultimi 8 anni, con una crescita della quota di mercato modale del 13,5% nel trasporto urbano e del 14,8% nell’extraurbano; infine, le misure di riorganizzazione e di razionalizzazione del lavoro non consentirebbero più di limitare la riduzione dei livelli occupazionali, con esuberi di forza lavoro stimati in circa 1.700 unità.
Un tale scenario risulta ovviamente peggiorato nel caso di un taglio di risorse pari all’8 per cento ed equivalemte ad una cifra di circa 430 milioni di euro. La necessità di riduzione delle percorrenze chilometriche passerebbe a 145 milioni di km, il rischio di perdita di passeggeri salirebbe a 218 milioni di passeggeri, la riduzione di forza lavoro dovrebbe raggiungere la cifra di 6.800 unità. Ancora più catastrofiche sarebbero le ipotesi nel caso che tutti i 700 milioni di tagli imputati alle Regioni fossero trasferiti interamente al capitolo del trasporto pubblico locale, con scenari e cifre che sono stati ricordati.
Le cifre che certificano l’asfissia del settore del trasporto pubblico locale sono state illustrate dal presidente di ASSTRA (Associazione nazionale imprese di trasporto), Marcello Panettoni, e dal presidente di ANAV (Associazione nazionale autotrasporto viaggiatori), Nicola Biscotti, che hanno sottolineato come – in realtà – la logica dei tagli comporti anche una dissipazione di risorse: il mancato ricambio e ammodernamento dei mezzi e del parco rotabile comporta, infatti, maggiori oneri per manutenzioni, oltre a disincentivare la clientela dall’uso del mezzo pubblico e impedire manovre di aumento tariffario, che diventerebbero insopportabili per la clientela se non accompagnate da un aumento della qualità del servizio. Inoltre – hanno ricordato Panettoni e Biscotti – non va dimenticato il danno arrecato all’industria italiana produttrice di autobus (non esiste più alcun produttore nazionale nel settore) e al sistema economico del Paese nel suo complesso (con conseguenze che si estendono, ad esempio, al settore turistico e a vari comparti industriali o di servizi).