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Data: 14/09/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Atac, l’ad Tosti lascia Diacetti a capo dell’azienda

Il sindaco: «Adesso miglioriamo la qualità del servizio»

Carlo Tosti si è dimesso da amministratore delegato dell’Atac dopo un’ultima infuocata riunione del Cda durata oltre quattr’ore nel palazzo dell’azienda. E dal Campidoglio è arrivata a sorpresa la nomina di Roberto Diacetti, l’attuale direttore generale di Risorse per Roma. Albino Ruberti, ad di Zetema, dopo un incontro chiarificatore con il sindaco, aveva rifiutato l’incarico che gli era stato offerto. E così sarà il manager di Risorse il nuovo comandante della municipalizzata.
Il Consiglio d’amministrazione di Atac spa, presieduto da Francesco Carbonetti, ha preso atto delle dimissioni rassegnate da Tosti e ha provveduto a cooptare come consigliere d'amministrazione Roberto Diacetti, conferendogli le medesime deleghe. «Il presidente Carbonetti - è scritto in una nota dell’Atac - ha ringraziato Tosti per l’opera svolta. Un’azione di risanamento che si è concretizzata in una diminuzione dei costi totali sul lato della produzione (-13%), dei servizi (- 42 milioni di euro malgrado l’aumento del costo del carburante), del personale (- 7,5 milioni), risorse interamente ridestinate a investimenti per il miglioramento del servizio». Ancora il presidente: «All’amministratore Tosti si devono l’approvazione e l’avvio del Piano industriale 2011-2015, la messa in sicurezza patrimoniale dell’azienda, l’attivazione del piano di integrazione delle strutture e dei processi, ma anche le intese sindacali fortemente innovative e l’avvio del processo di rinnovamento del parco bus in autofinanziamento e pur in assenza di contributi esterni».
Anche il sindaco esprime il suo apprezzamento per l’opera svolta dall’ad Tosti. «Grazie a questo lavoro - dice Alemanno - è stato possibile ottenere importanti risultati dal punto di vista del risanamento finanziario dell'azienda e avviare l'attuazione del nuovo piano industriale del trasporto pubblico locale di Roma. Al nuovo amministratore delegato, professor Roberto Diacetti, il compito di migliorare il rapporto con gli utenti, la qualità del servizio erogato e la capacità dell'azienda di comunicare con le diverse componenti della nostra città». Il sindaco spiega che «nei prossimi giorni ci sarà un serrato confronto con tutto il consiglio d'amministrazione e con le rappresentanze sindacali per prendere, assieme all'assessore Aurigemma, tutte le decisioni indispensabili all'ulteriore sviluppo di Atac».
In realtà il momento per l’azienda romana, indebitata fino al collo, è molto delicato. E Tosti, ad dell’azienda per quindici mesi, paga una serie di problemi che hanno mandato in tilt il trasporto pubblico. A cominciare dal caotico avvio della linea B1 della metropolitana. Inaugurata il 13 giugno, dopo ventiquattr’ore è già ferma. Le banchine affollate di passeggeri (che hanno già subìto l’aumento del biglietto), la protesta di associazioni di consumatori e dell’opposizione. A metà giugno nella stazione Libia della B1 un ascensore si blocca: all’interno ci sono dodici persone, qualche tempo dopo si blocca anche una scala mobile.
L’ennesimo cambio al vertice dell’Atac scatena critiche. Per Alessandro Onorato, capogruppo Udc in Campidoglio, «Tosti è solo un capro espiatorio. La responsabilità del disastro Atac è delle scelte politiche del sindaco. L'azienda, dopo il sacco subito, è ora prigioniera dello scontro tra l'assessore Aurigemma, ex Forza Italia, e il duo Piso-Aracri. È evidente che l’obiettivo di questa guerra all’interno del Pdl non è il miglioramento del servizio, ma il controllo della più grande azienda di trasporto pubblico d'Europa». Critici anche i consiglieri del Pdl Giuseppe La Fortuna e Patrizio Bianconi: «Da Tosti a Diacetti: così l’Atac cade dalla padella nella brace. Da parentopoli della municipalizzata dei trasporti ai contratti di consulenze fatte a Risorse per Roma».

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