PESCARA Diverse strade chiuse, decine di arterie trasformate in fiumi e ridotte ai limiti della percorribilità, traffico impazzito, il fiume che va a soli due centimetri dallo straripamento e la caserma dei vigili del fuoco allagata come mai prima. Ma anche decine di attività commerciali invase dall’acqua e altrettanti garage sommersi. Questo il sommario bilancio dell’ondata di maltempo che ha colpito nelle ultime trentasei ore Pescara e la sua provincia. Ben 170 i millimetri di pioggia caduti in 24 ore. Porta Nuova. Come accade ogni qual volta piova, anche ieri una delle zone più colpite della città è stata quella di Porta Nuova. È andato in scena il solito rituale dell’apparizione delle transenne in viale Marconi, via Elettra, viale Pepe e viale Pindaro, trasformate in una grande rete di corsi d’acqua. Traffico in tilt, residenti bloccati all’interno dei palazzi e altri con l’acqua oltre le ginocchia. Infuriati e allo stesso tempo esasperati, i commercianti della zona ieri mattina si sono presentati in Comune per mostrare l’ennesima conta dei danni. Il vicesindaco Berardino Fiorilli annuncia un piano antiallagamenti che dovrebbe risolvere il problema. Chiuse al traffico e transennate anche via dei Marsi, via dei Sabini e via Pantini. Forti disagi in via Tirino, con la carreggiata trasformata in un enorme torrente. Ai limiti della praticabilità via San Donato, via Silone, via Salara Vecchia, via Polacchi e strada Comunale Piana. Sommerso dall’acqua il sottopasso ferroviario di via Fontanelle. Completamente invaso dall’acqua anche il piazzale della caserma dei vigili del fuoco che ospita i mezzi di soccorso. Nonostante l’impegno i pompieri non sono riusciuti a drenare l’acqua. Colli e centrale. «Qui si è allagato tutto», racconta Mattia Cardarelli, titolare di una pasticceria in via del Santuario, «è entrata tantissima acqua nei negozi, è saltata la corrente e ho dovuto buttare tutto». Nella identica situazione si sono trovate le altre attività commerciali della zona. Infiltrazioni di acqua sul lato spettatori e tracce anche sulla pista nel pattinodromo di via Maestri del Lavoro. In via Fonte Romana si è aperta una grande voragine nella sede stradale.Si è sfiorata la tragedia in via Rigopiano, dove a causa del maltempo, un pino si è abbattuto. Oltre a colpire un’auto, l’albero è caduto a pochi metri da un asilo pieno di bambini. Disagi anche nella zona di piazza Duca d’Aosta. Il fiume. A destare molta preoccupazione è la situazione precaria del fiume, che ieri pomeriggio è andato a soli due centimetri dall’esondazione, con un centimetro di straripamento sotto al ponte della ferrovia. Il pericolo è subito rientrato, ma il Comune, su ordine della prefettura, aveva già ordinato lo sgombero di entrambe le golene e il rinforzo degli ormeggi per le barche. In sole tre ore il livello è salito di 25 centimetri. Occhi puntati anche sul Saline a Montesilvano per il rischio di esondazione. È costante il monitoraggio. Sotto osservazione anche il Piomba tra Città Sant’Angelo e Silvi. I racconti. È stato costretto a scappare di corsa dalla sua abitazione, Vincenzo Mazzandrea, residente in via Stradonetto 173, perché la sua casa era completamente invasa da 30 centimetri d’acqua. «Siamo rimasti bloccati in casa», dice Giovanni Verghini residente in via Seneca. A causa delle infiltrazioni è venuta giù mezza grondaia da una palazzina Ater in via Tavo. In provincia. Alcune famiglie di Moscufo sono state intrappolate in casa da acqua e fango. A Loreto è crollato il tetto di una casa abbandonata. Una forte mareggiata ha divorato ampi tratti di spiaggia a Montesilvano. I carabinieri, sempre a Montesilvano, hanno salvato con l’aiuto di un passante, Antonio Procaccini, una donna bloccata sul tetto dell’auto nel sottopasso di via Saragat, e un uomo disabile in carrozzella con l’acqua alle ginocchia nel suo scantinato.
Ospedale, allagati e chiusi due reparti
Fuori uso Tac, risonanze magnetiche e scintigrafia di Radiologia e Medicina Nucleare: pazienti trasferiti a Chieti e Popoli
PESCARA Due reparti dell’ospedale completamente allagati e chiusi, impossibilitati a operare e con diversi danni ai macchinari. Questa la conseguenza più grave dell’ondata di maltempo che ieri ha colpito la città. La pioggia battente ha imperversato per oltre ventiquattro ore, creando disagi e problemi a tutta la popolazione. Ieri mattina, intorno alle 7.30, medici, tecnici e infermieri di Radiologia e Medicina Nucleare all’improvviso hanno iniziato a vedere l’acqua scendere dal tetto e pochi minuti dopo hanno visto sbriciolarsi e venir giù una buona parte della controsoffittatura. Nel giro di poche decine di minuti il livello dell’acqua ha raggiunto quasi i venti centimetri di profondità, bloccando di fatto qualsiasi tipo di attività e costringendo la direzione della Asl alla chiusura di entrambi i reparti, visto quasi tutti i macchinari usati per le Tac e le risonanze magnetiche sono andati letteralmente in tilt per colpa dell’acqua che gli è piovuta dall’alto. Tutti gli esami in programma sono stati sospesi e rinviati ed è stato ordinato il blocco delle accettazioni dei ricoveri da altre strutture. Sono stati anche trasferiti con le ambulanze a Popoli e Chieti quattro pazienti che si stavano sottoponendo alla terapia radio metabolica, che viene programmata molto tempo prima. La situazione più grave, nel reparto di Medicina Nucleare, è quella della camera gamma, la stanza che ospita il macchinario per la scintigrafia, che costa diversi milioni di euro. La causa dell’allagamento, sarebbe la presenza di un terrazzo posto al di sopra del reparto, che non ha retto all’enorme quantità di acqua scesa tra ieri e l’altro ieri. Le tubazioni di scarico hanno retto fino a quando hanno potuto, poi sono scoppiate riversando tantissima acqua nei corridoi e nelle stanze di Medicina Nucleare. «Il problema si conosce da tempo», dicono alcuni dipendenti del reparto, «ma il fatto che i provvedimenti devono essere presi quando c’è il sole, non quando la situazione è ormai precipitata e arriva a questo punto. I canali di scolo otturati andavano liberati prima». Il pronto intervento della direzione aziendale e di presidio della Asl con il supporto del settore tecnologico sono intervenuti per rimuovere l’acqua dai locali del reparto, oltre a effettuare la revisione delle controsoffittature per escludere che ci sia qualche struttura pericolante. Verificato anche il funzionamento dei macchinari: è stata ripristinata la funzionalità della radiologia tradizionale e della risonanza magnetica nucleare, mentre permane il blocco delle Tac e del servizio di Medicina Nucleare. Le urgenze continuano a essere garantite con il supporto degli ospedali vicini.