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Pescara, 21/06/2026
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Data: 15/09/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Emergenza maltempo (Pescara) - Allagato l’ospedale. Radiologia paralizzata. Strade trasformate in torrenti di fango Donna intrappolata in un sottopasso

PESCARA Una nottata di pioggia e Pescara va in tilt. I temporali, proseguiti anche nel corso della mattinata, mettono sotto scacco la città e l'intera provincia. Strade e capannoni allagati, disagi nelle scuole, traffico paralizzato e il fiume, ormai a livelli di guardia, che non promette nulla di buono: il maltempo mette a nudo tutte le criticità urbanistiche, architettoniche e ambientali che caratterizzano il comprensorio. Situazione insostenibile all'ospedale «Spirito Santo» di Pescara, dove interi reparti sono stati invasi dall'acqua, a causa di perdite e infiltrazioni, e si è reso necessario l'intervento dei vigili del fuoco. Tutto fermo, per l'intera mattinata, nelle stanze di Radiologia e Medicina Nucleare, completamente allagate. Paralizzata, per un paio d'ore, anche l'attività delle sale operatorie. Medici e infermieri si aggirano sconsolati tra i corridoi, mentre i primari cercano di ridimensionare la scarsa tenuta della struttura ospedaliera. Qualcuno si è mostra più collaborativo, ma quasi tutti hanno poca voglia di parlare: «Non siamo autorizzati», è il ritornello generale. I macchinari per le Tac, per le diagnosi Pet e per le risonanze magnetiche sono ostaggio dell'acqua, e in parte risultano danneggiati. Molti pazienti sono stati dirottati verso i nosocomi di Chieti e Popoli e, nei casi più urgenti, sono stati trasportati in ambulanza. Nel reparto di Radiologia, al piano terra, le infiltrazioni provenienti dal soffitto hanno allagato tutte le stanze, e il bagno di servizio è sommerso da un liquido giallastro tamponato alla meno peggio con degli stracci. Pile di cartelle contenenti documenti sono ammassate qua e là all'interno del reparto. Nel piano interrato, dove si trova Medicina Nucleare, la situazione è drammatica. Parte del controsoffitto ha ceduto, cavi e fili elettrici penzolano pericolosamente e i corridoi sono autentici ruscelli d'acqua sporca. Le macchine azzurre, utilizzate per assorbire l'acqua, passano e ripassano tra le stanze, ma faticano a ristabilire la normalità. L'allagamento dei piani bassi del nosocomio pescarese è stato causato dal fiume di fango, proveniente dalle colline sovrastanti, che ha travolto cassonetti, tombini e detriti di ogni genere. Se ne osservano i segni sulla strada antistante l'ospedale, dove si è aperta un'ampia voragine. E' evidente, però, che l'ospedale Spirito Santo non è impenetrabile ed è vittima di carenze strutturali. Ma il manager della Asl pescarese, Claudio D'Amario, non la pensa così: «Qualcosa non ha funzionato, ma soltanto fuori dall'ospedale, specie nei sistemi di scarico, presumo per problemi di manutenzione». D'Amario tiene a rassicurare la cittadinanza. «Gli anziani dell'ospedale mi dicono che una cosa simile non è si è mai vista prima - riferisce il numero uno della Asl di Pescara - ma ora stiamo tornando alla normalità, e le risonanze magnetiche sono già state riattivate». Il nubifragio ha generato il caos anche nel resto della città e in diverse località della provincia: centinaia di persone sono state costrette a barricarsi in casa. Nella zona Sud di Pescara l'acqua ha raggiunto il mezzo metro di altezza, mentre ai colli si sono formati autentici torrenti di acqua e fango. Strade allagate anche nella zona Nord di Pescara, sia sul lungomare che nelle aree più interne, e nella zona di via Tiburtina, via Salaria e via Tirino, dove sono saltati diversi tombini. A Montesilvano, una donna che viaggiava all'interno di una Polo è rimasta bloccata nel sottopasso di via Saragat. Con l'acqua che iniziava a penetrare dai finestrini, si è messa in salvo salendo sul tettuccio dell'auto. Sempre a Montesilvano, i carabinieri hanno recuperato un disabile costretto a vivere in carrozzella, che si trovava all'interno di un seminterrato. L'acqua gli era arrivata all'altezza delle ginocchia e il nipote non era riuscito a trasportarlo all'esterno. Gravi i danni anche nelle zone più interne del Pescarese. Alcune abitazioni di Collecorvino sono state invase da oltre un metro d'acqua, ma il caso più critico si è registrato in una fabbrica di Cappelle sul Tavo, dove in alcuni punti l'allagamento ha raggiunto i due metri di altezza, ostacolando la fuga verso l'esterno da parte dei dipendenti. Soltanto l'intervento dei vigili del fuoco ha consentito ai presenti di uscire incolumi. Il pericolo più serio, tuttavia, sembra arrivare dal fiume Pescara, che ieri mostrava una piena molto minacciosa.

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