ATESSA La Sevel, la fabbrica del Ducato che occupa in Val di Sangro circa 6.200 operai, è in testa a tutti gli stabilimenti del gruppo Fiat per media totale di assenteismo. Dati aziendali raccontano che l'assenteismo medio per malattia si attesta sul 6%, il doppio della media nazionale, e due punti in più rispetto alla media totale degli stabilimenti Fiat che si ferma sul 4%. Le assenze in Sevel sono il suo tallone d'achille, nonostante il più grande stabilimento d'Europa per veicoli commerciali leggeri sia anche il più produttivo della galassia Fiat e non abbia, almeno in questo momento, problemi di produzione. E' la Sevel che "tira" il Pil locale e che aveva fatto crescere l'export nel 2011 in controtendenza con le regioni più esportiere. Ma è anche la Sevel che registra dati di assenze preoccupanti. E non si tratta solo di permessi legati alla legge 104, di cui si discute in queste ore. L'azienda ha fornito qualche numero anche sui permessi elettorali. Alle europee del 2004 si è registrato il 31% di assenti per motivi legati alle rappresentanze di lista. Alle regionali del 2005 il dato è salito al 38%, per il referendum dello stesso anno si è tornati al 33%. Il record si è toccato alle politiche del 2006, 41% di assenze e a quelle del 2008, 37% di permessi elettorali. Perfino sul fronte del premio straordinario del 2012, legato alla produttività e alla presenza sulle catene di montaggio, ci si è trovati di fronte a numeri anomali. I "non premiati", ovvero coloro che non hanno accumulato un necessario numero di ore in fabbrica (il minimo per 150 euro era tra le 1.501 e le 1.577 ore ndc), sono stati alla fine del 2011 il 29% dello stabilimento. In altre realtà Fiat i non premiati sono stati meno del 10%. «I dati analizzati in commissione non sono confutabili» commenta Roberto Salvatore, segretario provinciale appena rieletto della Fismic «ma bisogna capire anche il perchè di queste assenze. Il miglioramento del rendimento di una fabbrica non si ottiene solo con la repressione, ma andando a verificare più a fondo cosa accade e perchè». Intanto sembrerebbe che anche il secondo operaio sospeso con provvedimento disciplinare per abuso della 104 abbia lasciato la fabbrica. La decisione dell'azienda sarebbe dovuta arrivare lunedì, ma secondo voci di stabilimento l'operaio avrebbe preferito dimettersi. Il clima in fabbrica dopo questi controlli sta diventando pesante. Marco Di Rocco, responsabile del settore Fiat per la Fiom parla di «logica fondata sul terrore». «Se la Fiat ritiene che la legge sulla 104 sia sbagliata faccia la sua battaglia in Parlamento e non con chi utilizza la legge per assistere i propri famigliari. La legge dice che l'assistenza deve durare 24 ore? O lo dice solo la Fiat?». Anche Domenico Bologna, segretario provinciale Fim ammette che «i controlli a tappeto dell'azienda stanno mettendo in difficoltà i lavoratori». «In commissione si sta discutendo la proposta di spalmare la fruibilità della 104 su tutto il mese» chiarisce « si tratta di forme sempre sottili perchè eventuali accordi sul ricorso alla 104 possono incidere sui diritti individuali dei lavoratori, ma se si riesce a trovare una soluzione per gestire la fruibilità dei permessi su tutto il mese, i lavoratori ne guadagneranno in tranquillità». Nicola Manzi, Uilm, annuncia che il sindacato farà ricorso alla magistratura per «vedere se c'è legittimità nel provvedimento e se ci sia stato abuso del lavoratore o nel controllo da parte dell'azienda».
Con la 104 tre giorni di permessi al mese
La legge 104 del 1992 (Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate) prevede per i lavoratori che sono riconosciuti portatori di handicap o per lavoratori che assistono parenti entro il terzo grado, figli o c onviventi con situazione di handicap grave o in situazione di grave malattia , tre giorni di permesso mensile che in alcuni casi possono essere frazionati in 2 ore al giorno. La persona che chiede o per la quale si chiedono i permessi deve essere in una situazione di di handicap grave riconosciuta dall’apposita commissione della Asl integrata da un medico dell’Inps.