Iscriviti OnLine
 

Pescara, 21/06/2026
Visitatore n. 755.197



Data: 15/09/2012
Testata giornalistica: Giornale di Sicilia
La crisi del tpl - Bus appiedati. Dipendenti senza stipendio da gennaio emezzi senza carburante stanno causando la paralisi del servizio: dalla Regione tacciono

Bus della «Scat» fermi. Il blocco è scattato oggi e interessa pure altre 73 aziende isolane di trasporto di linea che da mesi non percepiscono più fondi dalla Regione. Tutte aziende private che gestiscono i servizi di trasporto pubblico. «Perché le altre - ha spiegato il presidente della Scat, Roberta Leonardi - ricevono ulteriori fondi regionali... anche 30 milioni di euro per la ricapitalizzazione». Ed a piedi, da oggi, non rimarranno soltanto i viaggiatori in città ma anche lavoratori e studenti pendolari. Perché a fermarsi saranno anche altre società di trasporto che coprono tratte extraurbane. È il caso della società Astra che assicura il collegamento tra il capoluogo e Gela e, ancora, la Belvedere di San Cataldo, o la Pintaudi di Gela, la Sommatinese e la Atm di Mussomeli. Tutte società con l'acqua alla gola e il perché è presto spiegato. «Hanno bloccato ogni pagamento... è così da mesi», ha spiegato il presidente della società cooperativa Scat, riferendosi alla Regione. «Proprio ieri - ha aggiunto - abbiamo ricevuto una nota dalla nostra associazione (l'Anav) per informarci che l'assessorato regionale alla Mobilità ha chiesto le somme all'assessorato al Bilancio». E il perché i fondi non siano stati stanziati è presto spiegato: la Regione sarebbe fuori dal patto di stabilità. L'auspicio del presidente della Scat è che «la Regione segua l'esempio del ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, che a livello nazionale ha tirato fuori dal patto di stabilità le somme destinate al trasporto pubblico». La situazione, oggi, è drammatica. Sotto tutti i punti di vista. «Noi - ha aggiunto il presidente Leonardi - applichiamo tariffe sociali che non coprono i costi. Ed i prezzi sono imposti dalla Regione. A compensazione è previsto un corrispettivo del 65 per cento dei costi, che da mesi non arriva... troppo perché un'azienda possa sopperire con l'autonomia finanziaria. E le banche non danno affidamento, hanno bloccato le anticipazioni sulle fatture emesse dalla Regione». E lo scenario, già buio da mesi, per i dipendenti della coop di trasporti nisgià da febbraio tutti i dipendenti non percepiscono stipendio. Sono stati incassati solo acconti minimi che hanno coperto appena la retribuzione di gennaio. Ci sono dei contratti da rispettare e si creano grossi danni erariali. Presto partiranno i decreti ingiuntivi per le somme non pagate». Ma il grido d'allarme è teso a scuotere pure i cittadini. «Siamo ingabbiati - ha proseguito il presidente della coop - ma non è solo un problema della Scat, ma dei cittadini perché si continua a mettere tasse ed a togliere i servizi». Da qui la chiamata alla protesta collettiva. A rincarare la dose di una condizione già disperata, si aggiungono i crediti vantati dal Comune dal 2010 ad oggi, qualcosa come un milione e mezzo di euro. E se oggi vertici e dipendenti della Scat scendono in piazza e protestano - con un sit-in davanti la prefettura, hanno pure avanzato piani di sviluppo che sono rimasti lettera morta. «Abbiamo chiesto - ha spiegato Roberta Leonardi - un piano di mobilità interna che prevedesse, tra l'altro, corsie preferenziali per i mezzi pubblici, la gestione dei parcheggi con il reinvestimento dei proventi nel trasporto pubblico... abbiamo pure proposto il car sharing anche se la nostra è una piccola città». E lo stop dei trasporti andrà avanti ad oltranza. «Pensiamo di vivere in un paese civile e democratico - è l'augurio del presidente della coop - e penso che la situazione si possa risolvere».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it