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Pescara, 21/06/2026
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Data: 15/09/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Giovani pdl, Berlusconi non va «È il momento di tacere. Gli altri litigano, noi cresciamo. Io candidato? Prima la legge elettorale» »

ROMA - «E’ ancora presto per dire se mi candido o non mi candido. Voglio prima conoscere quale sarà la legge elettorale e sapere chi saranno gli avversari. E poi più gli altri litigano e io sto zitto, più i sondaggi ci premiano. Dunque...». Silvio Berlusconi ha risposto così, ieri mattina appena rientrato dal resort di Flavio Briatore in Kenya, a chi gli ha chiedeva stupito perché (per la prima volta) disertava Atreju, la festa romana dei giovani del Pdl. Poi nel pomeriggio, per cercare di placare i malumori nel Pdl e blandire l’organizzatrice della kermesse, Giorgia Leoni, su Facebook il Cavaliere si è spinto fino a citare la Bibbia: «Lì sta scritto che c’è un tempo per parlare e un tempo per riflettere. Forse oggi, di fronte a tanta confusione, è meglio riflettere. I giovani di Atreju lo capiranno. Per questo li saluto con affetto, dando loro un altro appuntamento. Un abbraccio a Giorgia e a presto!».
Insomma, tutto fermo. Tutti in silenzio. O quasi. Come dice Ignazio La Russa, «per una precisa strategia». Quale? «Voglio prima sapere come si vota, voglio prima conoscere l’assetto degli altri partiti, voglio prima sapere cosa intende fare Monti», ha confessato Berlusconi. «Solo dopo dirò se mi candido alle elezioni o meno».
In più c’è un aspetto che giorno dopo giorno solletica sempre più il Cavaliere che oggi, in compagnia di Paolo Bonaiuti e Sestino Giacomoni partirà da Venezia per la crociera organizzata dal Giornale. E questo aspetto, impossibile sbagliare, è legato ai sondaggi: «Da quando sto in silenzio stiamo risalendo, il Pdl è arrivato quasi al 22 per cento». E sa bene, l’ex premier, che la crescita del partito non è merito proprio, «ma della grande confusione», appunto, «che è di casa al centro e nella sinistra». Commento di Berlusconi con i suoi: «E’ divertente e utile per noi vedere la guerra in corso, Bersani contro Renzi, Bersani contro Di Pietro e Di Pietro contro Bersani. E poi, Vendola, Grillo. E che dire di Casini e Montezemolo?! Queste liti per noi sono un toccasana, meglio stare zitti e riflettere. Con il silenzio ci guadagniamo soltanto...».
Una strategia attendista, suggerita da Giuliano Ferrara, che ormai dura da luglio. Nel frattempo l’ex premier studia i sondaggi. «Se ci sarà la legge proporzionale con un premio di governabilità al primo partito e se scoprirà che grazie alla sua candidatura il Pdl potrebbe salire di 5-6 punti, Silvio scenderà di nuovo in campo», dice un suo stretto collaboratore, «non è tipo da abbandonarci al nostro destino». E afferma Bonaiuti: «Paralisi del partito? Ma quale paralisi?! Dal 18-19 per cento siamo saliti quasi al 22.... Il Pdl si muove, eccome».
Naturalmente c’è chi mugugna. Giorgia Meloni si dichiara dispiaciuta e attacca i consiglieri «che tentano di chiudere il Presidente in una teca impedendogli di avere rapporti con la gente». Massimo Corsaro, vicecapogruppo alla Camera, è preoccupato: «Per il Pdl è importantissimo uscire al più presto dall’impasse, perché se Berlusconi rinuncia avremmo il tempo per organizzare vere primarie con le quali far scegliere al popolo del centrodestra il proprio cavallo vincente». Ma molti plaudono alla strategia del Cavaliere temporeggiatore. Ecco Maria Stella Gelmini: «Questo silenzio serve a far emergere le contraddizioni degli altri». Ed ecco Maurizio Gasparri: «Berlusconi avrebbe fatto meglio a confermare la sua partecipazione ad Atreju, ma bisogna riconoscere che i sondaggi sono migliorati di fronte ai bisticci degli altri e al nostro silenzio». Un po’ come Guido Crosetto: «Non amo l’immobilismo e vorrei subito una proposta chiara, vedo però che in questo caos è premiato chi sta zitto». Tra il rassegnato e il serafico Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori pidiellini: «Siamo un partito carismatico e del carisma di Berlusconi ne abbiamo sempre tratto vantaggio. E’ normale che si debba aspettare per capire cosa vuole fare il capo, perciò pazienza e sangue freddo. Tanto più che domani in crociera Silvio qualcosa dovrà pur dirla. Dunque...».

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