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Pescara, 21/06/2026
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Data: 15/09/2012
Testata giornalistica: Il Tempo
Fiorito si autosospende. Ma la guerra nel Pdl è all’inizio La Finanza alla Pisana per la gestione dei fondi del gruppo. Sarà Alfano a decidere sull’azzeramento delle cariche nel Lazio

La notizia dell’autosospensione dell’ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio, Franco Fiorito (indagato per peculato) è arrivata poco dopo quella delle perquisizioni della Guardia di Finanza a casa dello stesso e al Consiglio regionale. La riunione fiume di dodici ore di giovedì dei vertici nazionali per trovare una soluzione politica al «caso Lazio» si era infatti risolta con un nulla di fatto, demandando la decisione finale al segretario Alfano il quale, al momento, si è limitato ad accogliere la sospensione volontaria del consigliere. «Fiorito - ha precisato Alfano - decade automaticamente anche dalla carica di coordinatore provinciale di Frosinone, e nei prossimi giorni convocherò i coordinatori regionali del Popolo della Libertà del Lazio per una valutazione sulla situazione politica regionale». Ancora poco per sedare gli animi dentro e fuori il partito su una vicenda che richiede provvedimenti esemplari. In ballo infatti c’è non solo la sopravvivenza del Pdl almeno nel Lazio ma anche del governo regionale stesso. Per questo il segretario laziale, Vincenzo Piso non ha dubbi: «Siamo per la linea dura. La vicenda della gestione dei fondi è molto complessa e va affrontata in temini più ampi per questo credo che con Alfano discuteremo di tutta una serie di questioni che riguardano i consiglieri regionali». Uscito di scena Fiorito, che quasi certamente lascerà anche la presidenza della commissione Bilancio alla Pisana, resta ancora tutta aperta la questione del capogruppo e dell’atteggiamento, non illegale ma superficiale, di altri consiglieri regionali. Il capogruppo in carica, Francesco Battistoni, ex FI, vicino ad Antonio Tajani ha preso il posto di Fiorito (ex An vicino ad Alemanno) a fine luglio, mettendolo in minoranza con un blitz e, dicono i più informati, a totale insaputa del partito. Da qui una guerra senza sconti a suon di note spese pubblicate dai giornali, spostando il giudizio politico a giudizio mediatico. Un "gioco" al quale si è ribellata con forza la presidente della Regione, Renata Polverini alle prese con un braccio di ferro durissimo con il Consiglio regionale per un pacchetto di tagli sulle spese proprio dell’Assemblea. E infatti l’altra sera una furibonda Polverini avrebbe voluto che il Pdl sospendesse contestualmente entrambi e si trovasse un terzo nome "pulito", e avrebbe perfino messo sul tavolo le sue dimissioni. La sola autosospensione di Fiorito non deve averla rallegrata. La governatrice ha ribadito con forza che vuole trasparenza e chiarezza nei conti, e sarebbe anche pronta, se non le otterrà, a tagliare i fondi destinati ai gruppi in Consiglio. Unendo così l’«operazione pulizia» a quella «costi politica». Tecnicamente può farlo: sarebbe una sfida politica a viso aperto, una battaglia all’ultimo sangue, o all’ultimo voto. L’unica soluzione possibile, sostenuta anche da Piso e da una parte del Pdl, soprattutto gli ex An, è quella di azzerare le nomine e ricominciare con un messaggio chiaro e diretto, «anche perché - fanno notare dentro il Pdl - questa vicenda ha gettato fango su tutti gli eletti del partito» e c’è chi è disposto traslocare altrove piuttosto che essere affiancato a una gestione di soldi pubblici quanto meno "allegra". Difficile però che Battistoni faccia un passo indietro (lo ha già fatto da assessore quando si dovette dimettere per le quote rosa). Il passo indietro però lo farebbe volentieri in cambio di un seggio in parlamento. Per questo (e altro) sarà il segretario Alfano a sbrogliare una matassa che altri non vogliono o non possono più dipanare. Per la successione a Battistoni gli indizi puntano sempre su Antonio Cicchetti, ex capogruppo alla Regione di An, anche lui come Battistoni «assessore lampo» non solo non risarcito ma anzi orgogliosamente privo di incarichi extra. Uno scandalo, quello che ha investito "spontaneamente" il gruppo Pdl del Lazio, finito sotto accusa non solo da un punto di vista giudiziario che ha già le prime ricadute in Regione così come in Campidoglio dove tra sei mesi Alemanno si ripresenterà per il secondo mandato. Farlo sotto il simbolo di un partito in piena guerra e sotto inchiesta complica non poco la sfida già complessa. Non a caso, ieri il sindaco ha parlato per la prima volta: «Penso che Fiorito abbia fatto bene ad autosospendersi. Ora il Pdl deve fare molta chiarezza al proprio interno. Bisogna dare una risposta chiara a tutti i cittadini rispetto a tutto quello che è successo in Consiglio regionale. Sono convinto che il segretario Alfano farà il massimo sforzo per per ottenere questo risultato». Intanto però si forma l’elenco degli eletti Pdl che prendono le distanze e chiedono, subito, misure esemplari, dai parlamentari ai municipali. Alla Pisana invece, il compito delle opposizioni (finora calorosamente assenti) è reso più facile dalla ferma presa di posizione della presidente Polverni, pronta a dimettersi. Chiedono dunque elezioni anticipate Sel, Verdi e IdV, mentre il capogruppo del Pd, Esterino Montino sottolinea come la Polverini sia «ormai nell’angolo». Le repliche sono affidate ai consiglieri della Lista della governatrice. Tacciono invece i consiglieri del Pdl alla Pisana. Tra le misure "ufficiose" prese dal partito quella del silenzio stampa, ad eccezione dei due protagonisti iniziali, Fiorito e Battistoni che parlano però tramite avvocati. La domanda ora non è più chi ha fatto qualcosa di illecito o meno, piuttosto se questo "matrimonio" si può salvare.

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