PESCARA È un paesaggio da Terra desolata quello offerto dall’Abruzzo il giorno dopo i nubifragi di venerdì. Mentre, da ieri pomeriggio, il tempo andava migliorando in tutta la regione, restavano sul campo rovine, erosioni delle spiagge e polemiche. Smottamenti e frane, tre case del paese e la scuola elementare della marina evacuate, tratta ferroviaria San Vito-Lanciano chiusa in seguito ad una frana, Feltrino in piena che ha disseminato canne e detriti sul parcheggio della marina e ne ha sollevato l’asfalto, lungomare di Gualdo chiuso per allagamenti. Danni per un milione di euro. L'alluvione che ha colpito anche il territorio di San Vito Chietino ha creato disagi e danni ingenti nel Comune costiero tanto che il sindaco Rocco Catenaro ha chiesto lo stato di calamità naturale. La pioggia si è infiltrata dal tetto della scuola- che da tempo deve essere riparato- e ha causato il distacco di calcinacci e intonaco. I bambini sono stati subito rimandati a casa e torneranno nelle aule martedì. Chiuso il lungomare di Gualdo per gli allagamenti,la strada che dal paese scende alla marina è stata ricoperta dal fango e dalla terra scesa a valle dopo essersi staccata dal costone del paese. La Sangritana ha chiuso la tratta ferroviaria Lanciano- San Vito per il terreno franato sui binari all'altezza dell'intersezione tra la ferrovia e il viadotto dell'autostrada. «Il movimento franoso presenta un fronte di 40 metri di lunghezza ma gli operai sono a lavoro per far sì che domani tutto torni alla normalità», dice il presidente della Sangritana, Pasquale Di Nardo. «Nel frattempo i collegamenti sono comunque garantiti da un servizio di autobus». Sempre in provincia di Chieti, nel Vastese, una valanga di fango ha invaso durante la notte la strada provinciale Istonia nel tratto compreso fra Monteodorisio e Cupello. La viabilità è stata interrotta per motivi di sicurezza e sul posto è stato chiesto l'intervento della Protezione civile Valtrigno . Smottamenti e sgrottamenti hanno provocato disagi alla viabilità anche sulla fondovalle Sinello e sulla Provinciale 152 Montazzoli-Castiglione. Sulla costa ,molti garage e abitazioni al piano terra sono stati invasi dall'acqua . Il centralino dei vigili del fuoco è andato in tilt. La melma fuoriuscita da un tombino esploso su lungomare Cordella ha invaso la spiaggia a nord del litorale a poche centinaia di metri dal monumento alla Bagnante . In provincia di Teramo, in poco più di 24 ore sono arrivate quasi 400 richieste di aiuto al centralino dei vigili del fuoco. Case allagate, tetti pericolanti, ma anche auto sepolte dall’acqua nei sottopassi, alberi caduti sulle strade, solo per citare alcuni casi. Diversi i black out. Ad esempio in via Olimpica ad Alba Adriatica. Ieri alle 12 sono stati riaperti i due ponti sul Vomano, dopo verifiche sulle fondamenta, da cui non sono risultati danneggiamenti. Erano stati chiusi in previsione dell’ondata di piena causata dai rilasci dell’Enel alla diga di Piaganini, che per fortuna è stata più contenuta del previsto. L’unica strada provinciale chiusa è la variante fondo Fino a Montefino perchè il fiume l’ha erosa completamente. Così come è in corso un intervento sul Calvano, torrente che spesso straripa e mette in pericolo l’abitato di Borgo Santa Maria di Pineto. Quanto alle strade statali, è ancora chiusa l’80 a Paladini per una frana di massi. Chiuso anche il ponte fra Sant’Omero e Nereto in cui si è conficcato un grande tubo lungo 50 metri e largo 4 proveniente dal ponte di Campodino, crollato nella precedente alluvione. Il ponte è chiuso, perché pare che un pilastro sia stato danneggiato.Il sindaco di Nereto, Stefano Minora, ha chiuso un’altra strada, via Rote, che forse sarà riaperta domani, mentre altre due già danneggiate (la Provinciale 8 e via della Fonte) sono peggiorate. Decine di tonnellate dei detriti si sono riversati sulle spiagge. «L’arenile è sporco, ma lo puliremo, come abbiamo fatto nel 2012 e ancora non ci arriva un euro di rimborso: sono indignato», osserva il sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro, che osserva come sia prioritario ripristinare gli argini di Tordino e Salinello. «A Pescara, infine, l’assessore ai lavori pubblici, Isabella Del Trecco, promette che la giunta di Luigi Albore Mascia sarà lungimirante. «I miei uffici hanno lavorato da subito a uno studio per evitare che Pescara non abbia più, nella zona soprattutto dello stadio, un lago permanente». Ma l’opposizione non ci crede. Il consigliere Prc, Maurizio Acerbo, dice: «Dovrebbe essere normale garantire la pulizia di tombini e caditoie». Da parte sua, infine, Stefano Casciano ricorda la profezia di Mascia del novembre 2011, quella strombazzata sui manifesti che promettevano la fine degli allagamenti: «Parole al vento», dice il segretario Pd.