Iscriviti OnLine
 

Pescara, 21/06/2026
Visitatore n. 755.197



Data: 16/09/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fiume, ospedale e strade: ora inizia la conta dei danni. Al Santo spirito torna in funzione una Tac, Attiva al lavoro. Teodoro: Mascia chieda scusa ai pescaresi

PESCARA - Medea abbandona Pescara lasciando dietro di sé una città in ginocchio e tanta rabbia. Da stamattina dovrebbe tornare il sole. Le emergenze - in particolare il rischio di esondazione del fiume - sono rientrate, ma proprio per questo oggi è soprattutto il giorno dell'ira dei pescaresi: dei residenti che hanno avuto allagamenti in casa o nei condomini; dei negozianti che, esasperati, stanno usando la calcolatrice non per gli incassi ma per la conta dei danni.
Il fiume Pescara resta il sorvegliato speciale, anche se le golene sono state riaperte già ieri mattina e l'assessore alla protezione civile Berardino Fiorilli conferma che il corso d'acqua è sotto controllo.
Anche all'ospedale civile, colpito duramente dalla forza dell'alluvione, la situazione sta lentamente tornando alla normalità. Venerdì, i reparti di radiodiagnostica erano stati chiusi per le pesanti infiltrazioni, ma già nella notte la struttura è tornata agibile ovvero fruibile per i pazienti ricoverati e da domani potrà di nuovo essere operativa per le urgenze degli altri ospedali regionali.
«Una delle due tac danneggiate è stata rimessa in funzione - hanno deto al posto fisso di polizia del Santo Spirito - e la risonanza adesso funziona. C'è ancora tanto lavoro da fare, ma l'emergenza è superata». Il personale del Cup è impegnato ad avvisare tutti coloro che avevano prenotato un esame sugli eventuali slittamenti: «Non c'è bisogno di procedere con nuove prenotazioni - spiegano -, stiamo telefonando agli interessati per comunicare la nuova data, ma probabilmente non ci saranno grandi stravolgimenti, perché contiamo di riprendere il servizio a pieno ritmo quanto prima». Ancora drammatica, invece, la situazione sulla riviera, in particolare sul lungomare sud, dove la furia del mare ha inghiottito file di ombrelloni e palme, arrivando a lambire gli stabilimenti balneari.
Se Pescara sta tornando alla normalità è grazie anche alle squadre di Attiva, che hanno pianificato ad oggi già 20 interventi straordinari, e al lavoro encomiabile di vigili urbani, vigili del fuoco, Coc e polizia. Ciò detto, com’era stato per le nevicate di febbraio, la gente passa ora alla conta dei danni. La rabbia dei commercianti, degli automobilisti e delle associazioni - da Arco a Confesercenti fino alla Cna - verso l'amministrazione comunale, ritenuta la principale responsabile degli allagamenti, si traduce in comunicati stampa di fuoco, nelle telefonate dei lettori alla redazione e trova sfogo anche sui social network. Su Facebook, ad esempio, circola un video del sindaco Mascia, datato 19 novembre 2011, in cui il sindaco annunciava «la risoluzione degli allagamenti a Pescara». Dichiarazione che gli sta procurando un effetto boomerang, visto quanto accaduto e visti i commenti in rete.
«Non è accettabile dover assistere alle stesse scene ogni volta che piove - rincara il consigliere di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo -. La pulizia di tombini e caditoie rientra nell'ordinaria manutenzione e questa va garantita esattamente come la pubblica illuminazione». «Mentre la città è allagata, Mascia è in Lussemburgo, forse per convincere l'Europa che Pescara è meglio di Venezia» ironizza il segretario cittadino Pd, Stefano Casciano. Il Movimento 5 Stelle, invece, chiede le dimissioni dei responsabili, mentre Donato Fioriti (Contribuenti italiani) invita chi abbia subito danni a contattare il loro ufficio legale (cipas.eu@gmail.com) per predisporre azioni legali.

Porta Nuova, la rabbia dei commercianti
Teodoro: Mascia chieda scusa ai pescaresi

«Cliente non desiderato». Per i commercianti di Porta Nuova al danno si aggiunge la beffa: le loro attività sono state gravemente danneggiate dai nubifragi e l'assicurazione non coprirà i danni. «Siamo esasperati - sbotta Franco Di Bartolomeo, titolare di una nota attività in zona stadio -. Sono anni che gli amministratori ci raccontano frottole su fantomatici piani anti-allagamento, eppure puntualmente al primo temporale ci ritroviamo sott'acqua. Le assicurazioni ci hanno abbandonato e la speranza di ricevere risarcimenti dal Comune è nulla, dato che già in passato abbiamo dovuto assistere al rimpallo delle responsabilità». Negozi invasi da fango e acqua alta 30 centimetri, merce rovinata e attività commerciali bloccate a Porta Nuova. C’è chi pensa a una class action, intanto la polemica non si placa. «Le bugie, com'è noto, hanno le gambe corte - denuncia in una lettera il presidente della circoscrizione Piernicola Teodoro -. Dopo i manifesti 6x3 con cui il sindaco annunciava d’aver risolto l’emergenza allagamenti, è bastata la prima pioggia per mettere a nudo lo stesso Albore Mascia. Fossi in lui chiederei scusa alla città e rassegnerei le dimissioni».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it