Iscriviti OnLine
 

Pescara, 21/06/2026
Visitatore n. 755.197



Data: 16/09/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Le prime stime nel Teramano. Romandini: «Altre due ore d’acqua e sarebbe stato come nel 2011»

TERAMO - S’inizia a fare la conta dei danni. Nel Teramano i danni subiti solo alle strade provinciali ammontano a circa un milione di euro: questo il primo calcolo fatto su due piedi dall’assessore alla viabilità, Elicio Romandini, che per una stima più approfondita rimanda tutti a domani. «Altre due ore di acqua- precisa- e sarebbe stato come il primo marzo del 2011: le campagne oramai non assorbivano più l’acqua e c’era l’aggravante che erano appena terminate le arature estive che hanno maledettamente complicato le cose, con riversamenti pericolosi di fanghiglia sulle strade».
Sono stati 50 gli interventi compiuti venerdì scorso dai vigili del fuoco di Teramo, tra cui altri 150 ancora da evadere: un lavoro massiccio. C’è stata molta paura per la possibile esondazione del Vomano: «Venerdì sera verso le 18- prosegue Romandini- la diga di Piaganini ha dovuto rilasciare circa 60 metri cubi al secondo di acqua facendo crescere di molto livello temendo per il peggio». Ieri mattina sono stati riaperti i due ponti sul Vomano che erano stati chiusi precauzionalmente e il tubo di 20 metri che ostruiva un ponte in Vibrata è stato rimosso.
Tra i numerosi danni causati dal maltempo, anche il crollo parziale di una palazzina, disabitata, di tre piani a Miano: «Ci sono diverse altre situazioni di pericolo che abbiamo segnalato al Comune- afferma il consigliere comunale del Pd, Maurizio Verna- si spera che non accada niente altrimenti i dirigenti dei settori interessati potrebbero essere considerati corresponsabili di quanto avvenuto».
A poche ore del passaggio di Medea, già incalzano le prime polemiche. Il segretario Pd Robert Verrocchio chiederà che il tema del rischio idrogeologico debba entrare nell'agenda quotidiana della politica. Da Catarra vorrà sapere quali le misure da mettere in campo per gestire al meglio la questione: «Non dobbiamo pensare solo alla gestione dell'emergenza ma mettere in campo azioni che limitino i danni di queste eccezionali ondate di maltempo». Tiratina d’orecchie anche per i Comuni che «devono fare la loro parte anche cancellando qualche sagra paesana perché si faccia magggior manutenzione delle strade».
«La nostra provincia nella sua fascia costiera, cementificata all'inverosimile- interviene il radicale Renato Ciminà- osserva anche un’inesistente manutenzione di strade e dei corsi d'acqua e scarichi». La colpa è degli amministratori che hanno permesso con piani regolatori demenziali e poi con varianti e deroghe la distruzione dell'ambiente».
Marco Borgatti di Sel pone sul banco degli imputati «le inefficienze della rete di deflusso, i vizi di progettazione e l’assenza di manutenzione. I problemi emersi a Roseto- insiste- sono tanto evidenti quanto imbarazzanti«. Molti cittadini hanno visto durante le piogge tombini esplodere da cui sono fuoriusciti tonnellate di acqua e fango. Sott’accusa anche i canaloni sulle spiagge incapaci in situazione di mare grosso a far defluire le acque ostruendo il deflusso.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it