Decine di tonnellate di detriti sulle spiagge, soprattutto vicino alle foci
TERAMO In poco più di 24 ore sono arrivate quasi 400 richieste di aiuto al centralino dei vigili del fuoco. Case allagate, tetti pericolanti, ma anche auto “sepolte” dall’acqua nei sottopassi, alberi caduti sulle strade, solo per citare alcuni casi. Tanti gli interventi che si sono svolti anche ieri, soprattutto per mettere in sicurezza case con locali allagati i cui abitanti rischiavano anche di rimanere folgorati, o tetti con gravi infiltrazioni d’acqua. Diversi i black out, ad esempio in via Olimpica ad Alba Adriatica. Strade e ponti. Ieri alle 12 sono stati riaperti i due ponti sul Vomano, dopo verifiche sulle fondamenta, da cui non sono risultati danneggiamenti. Erano stati chiusi in previsione dell’ondata di piena causata dai rilasci dell’Enel alla diga di Piaganini, che per fortuna è stata più contenuta del previsto. «Non abbiamo l’importo preciso dei danni, ma dalle prime verifiche sono più limitati rispetto a quelli della scorsa alluvione», esordisce l’assessore provinciale ai lavori pubblici Elicio Romandini, «non sono numerose le frane a valle, quelle che costano di più. Sono invece moltissime frane da monte perchè l’alluvione è capitata dopo le arature e il terreno già mosso smotta più facilmente. Ora tutte le squadre della Provincia (7 dell’ente e una ventina di ditte esterne) sono dedicate a togliere la melma dalle strade. Contiamo di liberarle tutte entro 24 ore, ma vorrei fare una raccomandazione alla prudenza. Se ripiove, una volta tolta la melma, le strade sembreranno pulite, ma resteranno comunque scivolose». Ma tutti gli interventi come saranno pagati dalla Provincia che, si sa, ha grosse difficoltà di bilancio? «Ci sono in bilancio cifre per le somme urgenze in bilancio, anche se il capitolo è prosciugato». L’unica strada provinciale chiusa è la variante fondo Fino a Montefino perchè il fiume l’ha erosa completamente. «Avevamo già previsto di rifare quel tratto con una somma già disponibile: provvederemo nei prossimi mesi», osserva Romandini. Così come è in corso un intervento sul Calvano, torrente che spesso straripa e mette in pericolo l’abitato di Borgo Santa Maria di Pineto. «E’ in corso un intervento da 700mila euro per allargare l’alveo, dal ponte di Zappacosta fino alla foce: purtroppo i lavori sono iniziati da pochi giorni, speriamo di ultimarli, tempo permettendo, entro il 31 dicembre». Per le statali, è ancora chiusa l’80 a Paladini per una frana di massi. Chiuso il ponte fra Sant’Omero e Nereto in cui si è “conficcato” un enorme tubo lungo 50 metri e largo 4 proveniente dal ponte di Campodino, crollato nella precedente alluvione. Il ponte è chiuso, perchè pare che un pilastro sia stato danneggiato. Secondo Romandini però ora sarà più facile recuperare il tubo e impiegarlo nel rifacimento del ponte di Campodino, fra i primi interventi che partiranno appena arriveranno 25 milioni dal governo per i rimborsi della scorsa alluvione. In zona il sindaco di Nereto, Stefano Minora, ha chiuso un’altra strada, via Rote, che forse sarà riaperta domani, mentre altre due già danneggiate (la Sp8 e via della Fonte) sono peggiorate. «Dopo l' alluvione del marzo 2011, dopo le nevicate eccezionali dell'inverno passato, la situazione finanziaria dei Comuni è quasi al collasso, forse siamo al redde rationem», commenta. Spiaggiato. Decine e decine di tonnellate dei detriti si sono riversati sulle spiagge. «L’arenile è sporco, ma lo puliremo, come abbiamo fatto nel 2011 e ancora non ci arriva un euro di rimborso: sono indignato», osserva il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro, che osserva come sia prioritario ripristinare gli argini di Tordino e Salinello: «l’ho chiesto tante volte alla Regione, che è inadempiente: sono preoccupato per me e per i cittadini dei due quartieri vicini alla foce. Per fortuna stavolta la pioggia si è fermata, altrimenti li avrei dovuti far evacuare». «Rispetto alle altre volte il materiale spiaggiato è minore», osserva il sindaco di Roseto, Enio Pavone, «i titolari delle concessioni si attiveranno. In definitiva ce la siamo cavata abbastanza bene, anche grazie alla costante opera di manutenzione che abbiamo fatto dei tombini. Comunque stiamo per portare in consiglio un regolamento per la pulizia rurale, con norme per i canali di scolo, i fossi e i terreni».