Il Pd abbandona le commissioni e attacca: la presidente deve lasciare
ROMA Renata Polverini va alla guerra. Per recuperare la credibilità della Pisana, per non finire essa stessa travolta dal caso Fiorito, moltiplicatore di fango che non sta risparmiando niente e nessuno. «Via il marcio o salta tutto», dirà oggi la governatrice del Lazio. Non si accontenta della testa dell’ex sindaco di Anagni. Agita l’arma della dimissioni, non ci è andata mai così vicina. E punta dritto alle tasche dei consiglieri: finanziamenti decurtati, commissioni dimezzate, indennità e retribuzioni ridotte, 3000 euro al mese in meno in busta paga. E’ un lungo elenco quello che la governatrice si prepara a presentare questo pomeriggio al Consiglio straordinario regionale riunito per «comunicazioni urgenti del presidente». Via le norme che hanno fatto affluire un fiume di denaro circa 8 milioni e 500 mila euro sui conti correnti dei gruppi. Via i fondi spalmati a pioggia. Se il Consiglio non dovesse accettare questi provvedimenti, Polverini metterebbe sul tavolo la crisi. Uscendone male, chiaro. Ma da paladina anti-sprechi.
In serata è arrivata la dichiarazione congiunta di 16 consiglieri pidiellini, più il presidente Abbruzzese, pronti a sostenere «una drastica riduzione dei costi della politica». Che suona come un invito a non dimettersi. Il Pdl ha ceduto? Anticipare il finale della diaspora è azzardo puro. Il clima è rovente; nessuno si fida più di nessuno; tra gli azzurri non c’è un consigliere che non abbia già consultato il suo avvocato. E comunque vada a finire restano i danni collaterali di una gestione che questa vicenda, zeppa di fatture false, dossier e contro-dossier, rischia di macchiare in modo indelebile. «Fiorito disonora la nostra immagine, chiederemo al presidente Polverini di intervenire subito comincia a corrucciarsi Alfano chiediamo di cancellare le norme e gli atti amministrativi che hanno reso possibile che i gruppi consiliari potessero ricevere i soldi senza di fatto dare delle giustificazioni ad alcuno». Alfano garantisce, «il Pdl farà la propria parte fino in fondo perché non ha nulla a che fare con ladri, rubagalline e mascalzoni». Riferimento ai consiglieri gettati nel tritacarne da Fiorito. Il quale, sciolto ormai da qualsiasi vincolo, potrebbe alzare il tiro e tirar fuori le carte che la Finanza non ha trovato nel suo ufficio e nella sua abitazione inguaiando un altro congruo numero di colleghi.
«Gente così va cacciata a calci nei denti, ci fanno schifo, fuori dalle palle», gli urla addosso l’ex ministro Giorgia Meloni, ancora indignata per la vicenda legata alla sorella Arianna. Un messaggio da leggere in controluce è quello che lancia invece il sindaco Alemanno. «In questi momenti di antipolitica non possiamo andare alle elezioni con dei dubbi sulle nostre spalle», avverte, intervistato dal TgCom24. Quasi a dire che forse votare sarebbe meglio. Concetto che Francesco Storace, leader de La Destra, sintetizza in una frase che sa di epitaffio: «Credo che la partita in Regione sia finita».
Siamo ai titoli di coda? O Polverini vuol farlo credere per spaventare il Consiglio e far passare la linea dura? Sostituire Francesco Battistoni, il successore di Fiorito alla guida del gruppo, e depotenziare Mario Abbruzzese, il presidente del Consiglio regionale che guadagna poco meno di Barak Obama (251 mila euro l’anno) ma le cui dimissioni eventuali, secondo autorevoli fonti, «non sono nel novero delle possibilità».
Ipotesi meno remota è invece che il processo di autodistruzione della maggioranza di centrodestra continui. E che delle misure invocate dalla governatrice non se ne veda l’ombra. Che vorrebbe dire fine dell’avventura.
Il Pd, ieri pomeriggio, nella sede della Garbatella, il quartiere dei Cesaroni, ha messo a punto la sua strategia. Chiederà le dimissioni della governatrice. «Ci dimetteremo da tutte le commissioni ha annunciato il segretario laziale Enrico Gasbarra una decisione che ha due obiettivi: accelerare la riduzione del numero delle commissioni e impedire che Fiorito possa ancora essere il presidente di quella più importante, come