Di fronte alla provocazione della Provincia, che restituisce la delega dei trasporti alla Regione nel pieno del caos Cstp, arriva la replica del Comune, che annuncia l'invito formale a palazzo Santa Lucia perché gli vengano destinate le risorse oggi assegnate ad alcuni servizi provinciali, per gestire le linee cittadine e sui due assi considerati più strategici, università e aeroporto. «La giunta provinciale ha rimesso alla Regione la delega ai trasporti. Ora possiamo scrivere "completo" come si scriveva un tempo sugli autobus - scrive il sindaco Vincenzo De Luca su facebook - Se questa è la decisione, chiederemo che Salerno e i comuni che hanno aderito alla nostra proposta di bacino territoriale (Bracigliano, Calvanico, Fisciano, Pellezzano e Pontecagnano: fuori Baronissi, Cava e Mercato San Severino, ndr) abbiano la delega per la gestione autonoma del trasporto nelle due direttrici principali Salerno-Università e Salerno-Aeroporto. Saremmo assolutamente in grado di gestire il trasporto pubblico, se ci consentissero di farlo». «La scelta di far effettuare direttamente alla Regione i pagamenti per i trasporti su gomma è stata concordata da Cirielli con il presidente Caldoro e l'assessore Vetrella» dice l'assessore provinciale ai Trasporti, Luigi Napoli. «Tra l'amministrazione provinciale - continua - e la giunta Caldoro c'è piena sintonia». In realtà, spiega Napoli, «la Provincia di Salerno conserva la titolarità della gestione e della programmazione del settore Trasporti, mentre il meccanismo individuato consentirà un pagamento più celere alle ditte, senza alcun aggravio burocratico». Infine un attacco al Comune: «Consiglio all'assessore Cascone di pagare i debiti accumulati nei confronti del consorzio e di adeguare i corrispettivi, così come ha fatto la Provincia che ha stanziato 100 mila euro in più del dovuto». «Napoli confonde la delega di pagamento diretto dei corrispettivi - replica Cascone - che il Comune di Salerno da anni ha fatto alla Regione a favore del Cstp con l'Iva a carico degli enti che non può rientrare nella delega diretta di pagamento. Auspicare che la Regione paghi l'Iva, viste la situazione in cui versano le casse regionali, significa volere ulteriori tagli ai servizi inevitabili per coprire tale spesa aggiuntiva».