PESCARA Nascono come funghi in Abruzzo. Di comitati per Matteo Renzi ne sono stati aperti una decina in poche ore. E' bastato il tam tam sulla Rete fra gli iscritti al partito e anche tra semplici simpatizzanti per far decollare i consensi al Rottamatore. Che col suo camper arriverà da queste parti nella prima settimana di ottobre e farà tappa in tutti e quattro i capoluoghi di provincia. Qualche puntatina nella nostra regione, Renzi l'ha già fatta (Vasto, Giulianova), ma allora eravamo al pre-partita, ora siamo in piena trance agonistica per un match in corso e la posta in gioco è raddoppiata. Fino domenica scorsa, i comitati pro-Renzi erano dieci (due a Chieti, Teramo e Vasto, uno ciascuno a Sulmona, Atessa, Roseto e Giulianova) , ieri il lancio della campagna su Pescara ha ufficializzato l'apertura delle prime sedi nel capoluogo adriatico. Per i giorni nei quali il sindaco di Firenze sarà in Abruzzo, i comitati saranno moltiplicati e ancor più numerosi diventeranno nel momento topico delle primarie del Pd, a novembre. Alla presentazione del comitato pescarese, nella sede della Provincia, erano in tanti, non solo gente con la tessera del Pd in tasca e non solo quelli della «parrocchia» ovvero che si schierano con Renzi. Anzi, tra i presenti ce n'erano parecchi che voteranno Bersani, venuti per ascoltare cosa avevano da dire quei ragazzi seduti al tavolo della presidenza, per capire se quegli under 30 possono scalzare i veterani dell'apparato. Il sindaco di Pianella Giorgio D'Ambrosio, il capogruppo Pd alla Provincia Antonio Di Marco, il segretario provinciale Antonio Castricone stavano a viso aperto per vedere l'effetto che fa, altri si sono mimetizzati tra il via vai degli uffici, altri ancora non sono venuti. Le armi vincenti sono la semplicità e la velocità, tant'è che il coordinatore Giacomo Cuzzi e il presidente del primo comitato «Adesso» per Renzi, Luigi Di Marco, hanno lanciato l'appello: «Bastano dieci persone per formare un comitato, siamo piccoli, per ora, ma cresceremo in fretta». La voglia di rinnovamento dentro il Pd è un'onda che monta rapidamente e che contagia anche personaggi con una storia lontanissima dai ventenni, trentenni e quarantenni che hanno sposato la causa del Rottamatore. Ce ne sono a Pescara, ma di adesioni «mature» si ha notizia anche nelle altre tre province. La voglia di cambiare, ascoltando i discorsi dei giovani leader dei comitati, è talmente forte da far passare in secondo piano alcuni aspetti pittoreschi del personaggio-Renzi e alcune perplessità sul programma. «Il programma ce l'abbiamo, eccome, - ha detto Antonio Tiberi, uno dei più agguerriti del neonato comitato adriatico - parla di economia, sociale, sviluppo e parla a tutti, non solo ai giovani, parla agli iscritti al Pd, ma non soltanto a loro». Il dubbio che sia un programma buono per tutte le stagioni non sfiora gli under 30: «Se si riferisce agli apprezzamenti venuti dal centrodestra - replica Di Marco - il problema non esiste. Il nostro programma è teso a includere, non a escludere, c'è bisogno di idee e forze fresche e sono benvenute tutte quelle che sono in linea con i principi di rinnovamento che ci hanno spinto a sposare questa causa». Appunto. La voglia di cambiare e di mandare a casa i parrucconi del partito, anche in Abruzzo, supera di slancio ogni difficoltà e incongruenza: «Noi abbiamo giocato a carte scoperte - ha sottolineato Giacomo Cuzzi, mentre il papà Gaetano, ex presidente della Provincia consumava il pavimento della sala Figlia di Iorio - se perdiamo appoggeremo la mozione-Bersani, mentre non siamo sicuri del contrario. Questa è una delle differenze fra noi e loro. Se vinciamo noi imporremo una linea e quella andrà seguita».