Falsa partenza, dopo lo stop estivo, per il mega processo sullo scandalo della sanità che coinvolge 27 imputati con in testa l'ex governatore Ottaviano Del Turco. L'infortunio occorso a giugno scorso all'avvocato di Del Turco e Quarta, Giuliano Milia, costrinse il collegio presieduto da Carmelo De Santis a rinviare tutto a 15 settembre. Ma lo sciopero nazionale degli avvocati fa saltare le due consecutive udienze già fissate per domani e giovedì. Un danno piuttosto pesante per il processo che, nonostante tutto il gran lavoro del collegio, sta andando troppo a rilento. Siamo ancora ai testi dell'accusa: ne sono stati sentiti 85 sui 138 presenti in lista fra cui figurano anche personaggi di livello nazionale come i senatori Franco Marini e Ignazio Marino o l'ex presidente del consiglio Romano Prodi, cui probabilmente l'accusa dovrà rinunciare per cercare di sfoltire la lista, senza contare i circa 500 che restano e che fanno parte delle corpose liste difensive. Difficile, di questo paso, arrivare a sentenza prima del prossimo anno, con tutti i problemi connessi alla prescrizione dei vari reati. Si torna dunque in aula il 28 settembre (calendario già fissato) con una serie di testi congelati a causa delle testimonianze lunghe e dettagliate di personaggi importanti, come ad esempio Vincenzo Angelini e Luigi Pierangeli.
Per la prossima, rimandata ad altra data la convocazione dell'imprenditore Carlo De Benedetti, in programma c'è l'attuale presidente della Regione, Gianni Chiodi. Dovrà riferire, in veste di successore di Del Turco, la cui giunta venne spazzata via dagli arresti del 14 luglio del 2008, sul buco di bilancio e sulla situazione del debito sanitario accertato e sul piano di risanamento del sistema sanitario abruzzese e sulle iniziative prese in tal senso. Sullo stesso argomento dovrà rispondere anche Francesco Massicci, funzionario del ministero dell'economia e delle finanze, che era coordinatore del tavolo di verifica degli adempimenti del piano di rientro istituti presso il ministero, che dovrà riferire anche sulla destinazione di quei 240 mila euro dell'anno 2007.
A seguire i vertici della finanza con i testa i comandanti Maurizio Favia e l'attuale Mauro Odorisio, oltre ad altri ufficiali delle fiamme gialle che parteciparono alle complesse indagini. Testi che presumibilmente verranno passati ai raggi x dal collegio difensivo e che dunque difficilmente potranno concludere la loro testimonianza nell'arco di una udienza. Non solo, ma sarà forse improbabile che riescano addirittura ad iniziare la loro deposizione, facendo così slittare di parecchio il termine della lista dell'accusa.
Un processo difficile e interessante, forse l'unico vero processo celebrato in questi ultimi anni, dove continuano a trovare spazio veleni a non finire, dove fino ad ora non sono mancate campagne mediatiche volte a screditare il lavoro di inquirenti e magistrati, dove mancherà dalla prossima udienza un pezzo importante del tridente dell'accusa: l'ex procuratore Nicola Trifuoggi andato in pensione il primo agosto scorso.