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Pescara, 21/06/2026
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Data: 18/09/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fiat: «Scoperti al mare altro che legge 104» Di Rocco, Fiom: «Campagna psicologica»

LANCIANO - «Nessuna discriminazione e meno ancora un attacco alla legge 104 che riconosce permessi per l'assistenza ai familiari malati. Più semplicemente, alla Sevel, dove c'è il più alto tasso di assenteismo, sono stati presi provvedimenti contro chi, ottenuto il permesso in base alla 104, poi se ne andava al mare, piuttosto che assistere il familiare malato». Si fa sentire così, da Torino, il Gruppo Fiat, dopo le proteste e le polemiche innescate dalla Fiom per i due operai Sevel licenziati con l'accusa di utilizzo non corretto della legge 104. Portavoce della Fiat, cui fa capo la Sevel, il responsabile delle relazioni esterne Franco Sodano.
«Innanzitutto - dice Sodano - va fatta una premessa. Alla Sevel ci sono ben 500 dipendenti che usufruiscono della legge 104: oltre l'8 per cento, mentre negli altri stabilimenti siamo tra il 4 e il 6 per cento. Questo particolare non poteva non insospettire la direzione aziendale e sono stati predisposti degli accertamenti. Risultato: qualcuno è stato trovato al mare, invece che ad assistere il familiare malato. Così un operaio è stato licenziato subito, un altro si è licenziato da solo, e credo che altri provvedimenti arriveranno perché il fenomeno del non corretto utilizzo della 104 alla Sevel è parecchio rilevante».
A proposito di accertamenti, è vero, come dice il segretario provinciale della Fiom, Marco Di Rocco, che sono stati utilizzati investigatori privati? «Guardi, questo non lo so, ma chiedo: è più scandaloso andare al mare con un permesso retribuito ottenuto per assistere un familiare, o ricorrere a un investigatore privato per scoprire l'inganno?». E aggiunge Sodano. «Vorrei anche ricordare che alla Sevel, in occasioni delle votazioni, si raggiungono punte di assenze, tra scrutatori e rappresentanti di lista, che vanno dal 31 al 41 per cento, cosa che non succede in nessun altro stabilimento Fiat».
Decisa la replica di Di Rocco. «La realtà - dice - è che la Fiat vuole ridurre l'utilizzo della 104 a non più 6-7 permessi la giorno: un attacco portato, pensiamo non a caso, solo qualche giorno prima che Marchionne annunciasse il ridimensionamento del piano Fabbrica Italia, come per attutire l'urto. In più, quasi non passa giorno che non si venga a conoscenza di atti aziendali discutibili. Oltre alla 104, accessi vietati allo stabilimento per chi è in ritardo, provvedimenti disciplinari inspiegabili, interventi su tematiche e problematiche di non competenza imprenditoriali, mobilità selvaggia tra unità produttiva senza ragioni plausibili. Quello che sta accadendo deve essere letto e interpretato come una vera e propria campagna atta a intervenire sulla psicologia e sulla cultura interna ed esterna allo stabilimento».

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