VASTO «Sulla Via Verde occorrono provvedimenti concreti. Più passa il tempo e più aumenta il rischio della privatizzazione delle aree». Il sindaco, Luciano Lapenna, lancia l’allarme sull’ex tracciato ferroviario dopo l’ultimo incontro convocato dalla Provincia per assicurare continuità alla pista ciclabile con l’integrazione di alcuni tratti costieri rimasti inizialmente esclusi, come Francavilla, San Salvo e Ortona. A quella riunione il Comune di Vasto, che detiene il 40 per cento delle aree di risulta, non ha partecipato. Un’assenza che non è passata inosservata e che l’amministrazione non tenta neanche di giustificare con impedimenti istituzionali. «A dirla tutta siamo stanchi di questi continui incontri che non approdano a nulla», attacca Lapenna, «il presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, è molto bravo a riunire i sindaci e a firmare protocolli, ma di atti concreti finora non se ne sono visti. Non abbiamo risposte in ordine ai finanziamenti necessari per l’acquisizione delle aree. Si va avanti con i comodati d’uso gratuiti che alla scadenza vengono rinnovati. Ma fino a quando? Prima o poi le Ferrovie si stancheranno di aspettare e metteranno all’asta l’ex tracciato se non si interviene concretamente. Il rischio è che le aree vengano vendute e privatizzate. Per tutti questi motivi dico che bisogna passare dalle parole ai fatti», conclude Lapenna che mette in risalto anche un altro equivoco di fondo. «La Via Verde è una cosa, il Parco della costa teatina un’altra. Non bisogna fare confusione», aggiunge il sindaco. Il progetto per la valorizzazione dell’ex tracciato ferroviario risale all’ex giunta provinciale presieduta da Tommaso Coletti. La Provincia, sotto la gestione del presidente Di Giuseppantonio, è riuscita ad accaparrarsi le aree al prezzo di 7,5 milioni di euro a fronte dei 50 milioni richiesti dalle Ferrovie. Il protocollo con le Ferrovie è stato firmato a Roma un anno fa. Una svolta per il recupero della fascia costiera minacciata dal cemento e dal degrado. Un importante successo per chi, fin dall’inizio, ha creduto nel progetto di riconversione dell’ex tracciato. In questa partita il comune di Vasto, detentore di un’ampia porzione di terreni, gioca un ruolo di primo piano. La superficie vastese interessata è di 596 metri quadri, mentre gli immobili occupano 1.974 metri quadri. Anche in materia di fabbricati Vasto è il maggior beneficiario con 99 particelle catastali ricadenti nel territorio cittadino. Tra gli immobili da acquisire spicca la vecchia stazione ferroviaria di piazza Fiume che, secondo la proposta lanciata dall’Arci, una delle associazioni cittadine più dinamiche, potrebbe essere trasformata in una bikehouse, cioè una casa per cicloturisti.