Sveglia alle 6.30, messa e turni di cucina Ecco la giornata tipo nella comunità
Sveglia alle 6,30 come tutti, anche per Luigi Lusi (nella foto), da ieri ai domiciliari nella comunità guidata da padre Giancarlo Marinucci nel santuario ex francescano della Madonna dei Bisognosi. Alle 7 le regole della stessa comunità prevedono la messa e, dopo, l’inizio di tutte le attività di recupero. Anche il senatore ex Margherita farà le pulizie e effettuerà, sin da subito, i turni nelle cucine del monastero. Tra le tante attività previste dalla comunità manca l’orto, dismesso anni fa, ma se ne farà richiesta, Lusi potrà lavorare nel laboratorio che produce coroncine e altri oggetti sacri che contribuiscono al sostentamento della convento, dei religiosi e dei laici che vi abitano. Una volta, il monastero apparteneva ai francescani, oggi è una struttura diocesana ed è guidata da padre Giancarlo: al suo interno non solo ex tossicodipendenti, ma anche persone con disturbi psichici. (fab.i.)
PERETO Sguardo basso, aspetto provato, ma negli occhi ancora la forza di andare avanti, portando sottobraccio due grossi faldoni di fascicoli giudiziari, con l'inchiesta che per quasi tre mesi lo ha inchiodato nel carcere di Rebibbia. Termina così, per il senatore ex Pd Luigi Lusi accusato di associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita, la permanenza nel carcere di Rebibbia durata 88 giorni. Cinque passi, dal suv Sanyang nero coi vetri oscurati fino al portone marrone del santuario della Madonna dei Bisognosi dove trascorrere i domiciliari, lo hanno traghettato dal vecchio a nuovo “carcere”, dove trascorrerà gli arresti domiciliare. Una richiesta arrivata anche per vivere un'esperienza spirituale in comunità sotto la guida di padre Giancarlo Marinucci, cappuccino che gestisce il convento. Il gip ha infatti accolto l’istanza presentata dai difensori dell’ex tesoriere della Margherita ora pronto a restituire gli immobili «di competenza» del partito, disponendo il suo trasferimento nella struttura immersa tra i monti Simbruini. Vestito grigio scuro, camicia azzurra sbottonata e due grosse valigie con gli effetti personali portate dai due legali che lo hanno accompagnato. Senza guardare in volto le persone che erano intorno all'auto, è sceso velocemente e, dopo aver preso nel bagagliaio i faldoni, si è infilato in una piccola porta su cui troneggiava la scritta Shalom (pace ndc). Forse è lì che il senatore originario di Capistrello potrà ritrovare pace e serenità interiore dopo tante settimane trascorse in carcere. Subito dopo i saluti, Lusi ha raggiunto la sua stanza e, insieme agli avvocati, ha sbrigato le pratiche per il soggiorno nel convento. Il senatore, così come imposto dal gip, dovrà alloggiare in una stanza singola senza possibilità di connettersi a internet o fare telefonate. Esigenza del giudice è quella di evitare che possa comunicare con l’esterno per evitare colloqui «con ogni probabilità inquinanti e preparatori di disegni calunniosi». In quest’ottica, prima di dare l’ok alla scarcerazione, il gip ha inviato i carabinieri al monastero al fine di verificarne la totale «idoneità». Il giudice ha anche disposto che Lusi possa avere un colloquio settimanale con la moglie Giovanna Petricone, anche lei indagata e ai domiciliari a casa. Potranno incontrarsi però solo dentro la biblioteca del Santuario, con facoltà di vedere la figlia di due anni. Dopo qualche minuto trascorso con il senatore, padre Giancarlo ha sottolineato che «Lusi è stato accolto per trascorrere un periodo di riflessione spirituale e si è detto subito pronto a vivere questa esperienza insieme agli altri ospiti della comunità». Intanto, i legali di Lusi, Luca Petrucci e Renato Archidiacono annunciano la disponibilità alla restituzione del patrimonio immobiliare.