Iscriviti OnLine
 

Pescara, 21/06/2026
Visitatore n. 755.197



Data: 19/09/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Politica e malaffari (2) - Cinque case, lo yacht e le auto si indaga sul tesoretto di Fiorito. Regione Lazio, arrivano i tagli: via commissioni e auto blu

La giunta congela il 30% dei trasferimenti al Consiglio

ROMA La Regione Lazio dà la prima sforbiciata ai costi della politica. L’ufficio di presidenza in attuazione a quanto stabilito dal Consiglio regionale ha dato ieri il via libera alla cura-Polverini. A parte l’atto simbolico, l’effetto per la gestione corrente si calcola in 22 milioni di euro, che diventeranno 26 milioni nel 2013 e altrettanti nel 2014.
Il provvedimento dà seguito agli impegni presi dalla giunta. Sancisce il blocco dei fondi residui per l’attività dei gruppi consiliari. Sedici milioni si riferiscono alla spesa corrente. Gli altri sei sono quelli che erano destinati alla realizzazione di nuove palazzine che non verranno mai costruite. Verranno dirottati al servizio sanitario regionale.
Venerdì prossimo il Consiglio regionale sancirà poi l’ultimo passaggio e i tagli diventeranno legge. É il primo passo ma è già qualcosa. E si accompagna a un’altra importante decisione. L’approvazione in commissione Affari costituzionali della proposta di legge che sopprimerà le tre commissioni speciali: Federalismo fiscale; Sicurezza ed integrazione sociale e lotta alla criminalità, Sicurezza e prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro. La parola finale spetterà anche in questo caso all’Aula. L’accordo c’è già.
Se si pensa al tempo che ci volle per abolire la commissione per le Olimpiadi 2020, sopravvissuta persino al ritiro della candidatura, deciso dal premier Monti, si può dire che questa volta siamo quasi di fronte a un record. La scure è andata giù dritta. E non è calata del tutto: oggi si riunirà la giunta per il regolamento che si dovrà occupare di tagliare anche le Commissioni permanenti.
Tutto «merito» del caso-Fiorito? É un dato di fatto che questi provvedimenti prima che scoppiasse lo scandalo dell’ex capogruppo venissero ogni volta respinti. L’ufficio di presidenza, guidato Mario Abbruzzese, il politico che guadagna poco meno di Barak Obama (251 mila euro l’anno) e dispone di due auto blu, ha approvato sempre ieri il dimezzamento delle somme destinate al rapporto eletto-elettore. Passerà da 4.190 euro a 2.095 per ogni consigliere. I contributi destinati all’attività dei gruppi verranno azzerrati. Mentre quelli utilizzati per il funzionamento saranno sospesi fino a quando non verrà introdotto un sistema di controllo. Saltano anche le consulenze di tutti i componenti dell’ufficio di presidenza, i vice-presidenti e i consiglieri segretari.
L’effetto degli annunci è stato dunque immediato. Inoltre è stata recepita la proposta di legge per ridurre, a partire dalla prossima legislatura, il numero dei consiglieri e degli assessori modificando lo statuto della Regione Lazio: i consiglieri passeranno da 70 a 50, gli assessori da 16 a 10, verrà istituito il Collegio dei revisori dei conti.
Può bastare? Per l’opposizione no. Si tratta di «risparmi falsi», da qui la richiesta: «Polverini deve lasciare». Il capogruppo Pd Montino ha chiesto di rendere trasparenti le spese a cominciare dalla lista civica che prende il nome dalla governatrice. «Si tratta delle stessa cifra che aveva a disposizione il Pdl attacca Montino circa 2 milioni di euro, visto che il numero dei consiglieri è più o meno lo stesso. Come sono stati spesi? Questi conti non possono mancare all’appello».

Cinque case, lo yacht e le auto si indaga sul tesoretto di Fiorito
Oggi l’ex capogruppo in procura per essere interrogato dai pm

ROMA - La mamma, il cugino, i parenti stretti e i raccomandati «affidabili», come Bruno Galassi. In provincia funziona così, si sa. E Franco Fiorito è uno che in provincia è nato e cresciuto. Non è cambiato, Fiorito, anche dopo essere sbarcato in Regione, con tre auto blu a disposizione, una Jaguar, due Bmw, una Mercedes, un Suv, e una moto nel suo garage. Nonostante il barcone, rigorosamente a motore, ormeggiato al Circeo: «My Space 2», la casa ai Parioli, quella vicino a Piazza Bologna e altri tre appartamenti nella capitale, oltre alla mega villa al Circeo e quella a Tenerife, Fiorito non ha cambiato abitudini, ha mantenuto salde le tradizioni e gli affetti. Così è con la mamma che alla fine aveva deciso di condividere il conto nella banca di Anagni. La donna del suo cuore e del mistero è lei, Anna Tintori, pittrice. L’unica signora Fiorito. Potere di firma su uno dei dodici conti di Franco, che poi, però, di depositi ne aveva altri undici: cinque in Spagna e sei in Italia.
Oggi l’ex capogruppo del Pdl alla Regione si presenterà in Procura insieme al suo avvocato Carlo Taormina per rispondere alle domande del procuratore aggiunto Alberto Caperna e del pm Alberto Pioletti. Dovrà chiarire di cosa si componga esattamente il suo patrimonio immobiliare. Perché è su quello che adesso sono in corso gli accertamenti. E fugare il sospetto degli inquirenti, convinti che alcuni beni possano essere intestati a prestanome. Non solo a Roma, dove al momento se ne contano cinque, ma anche ad Anagni. Sul piccolo impero, con i controlli incrociati del denaro sottratto al gruppo, prova a fare luce la Finanza. Forse Fiorito porterà in procura anche la contabilità del gruppo, che gli uomini del nucleo di Polizia valutaria della guardia di Finanza hanno cercato invano in due delle tante case di Fiorito, nel suo ufficio e in quello dell’ex segretario del gruppo, Bruno Galassi. L’uomo che alla Pisana è arrivato grazie a una raccomandazione del sindaco di Anagni. E fino alla fine è rimasto il più fedele a Franco, perché dopo il terremoto, quando Fiorito è stato sostituito da Franco Battistoni, Galassi è sparito: malattia a oltranza. Due giorni fa i magistrati lo hanno interrogato. Lui, che su quei conti aveva potere di firma, non ha detto una sola parola: «Eseguivo ordini, non sapevo nulla. Si pagavano le fatture, prelevavamo soldi contanti per il bar e pagare i giornali. Spese di ogni giorno. I prelievi, anche da duemila euro in un solo giorno, servivano ad affrontare le piccole spese». E quando gli chiedono della famosa contabilità, Galassi risponde: «Non l’ho mai vista». Il suo predecessore, nel posto da braccio destro, incaricato di maneggiare fatture, vere e false, e conti del gruppo, Pierluigi Boschi, è invece il cugino di Fiorito. Mamme sorelle. In Regione era arrivato per parentela e all’occorrenza, Boschi, era anche autista. In tanti l’hanno visto al volante del Suv di Francone, lo accompagnava in giro.
Anche a Boschi, due giorni fa, è toccato rispondere alle domande dei pm che gli hanno chiesto se si fosse mai accorto di irregolarità. Se cioè si fosse reso conto che il capogruppo stava svuotando i conti del Pdl con continui bonifici sui suoi depositi, in Italia e all’estero. «Non mi sono posto il problema. Si faceva così, prendevano i soldi e basta. Ma non mi sono mai chiesto nulla. Ero un segretario».
Ieri, invece, è toccato a Francesco Angelucci, commercialista del Pdl alla Pisana, rispondere alle domande degli inquirenti. Una testimonianza davanti ai militari della Finanza. Ma anche il commercialista ha dichiarato di non sapere nulla di quei conti: «Io preparavo solo le buste paga e mi occupavo dei contratti dei collaboratori».
Intanto è il Tg de La 7 a diffondere i primi dettagli dei movimenti dei conti del Pdl. Uno dei 109 bonifici che Fiorito ha fatto a se stesso dal deposito del gruppo. Secondo il regolamento, oltre ai circa 9mila euro di stipendio mensile, il capogruppo dovrebbe percepire la cifra che spetta a ogni consigliere per pagare uffici, segretarie e portaborse: 4.190 euro al mese. Ma Fiorito, a fine luglio a luglio, moltiplica per tre. Ai 4.190 euro previsti, ne aggiunge uno pari al doppio: 8.380 euro.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it