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Pescara, 21/06/2026
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Data: 19/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Crisi in comune - Allarme per i conti del Comune di Chieti: spesi 11 milioni di troppo. Rilievo dei revisori sul bilancio: violato il Patto di stabilità Ora si rischia l’aumento dell’Imu e il dissesto finanziario

CHIETI L’amministrazione comunale ha sforato di complessivi 11 milioni di euro, tra passivo registrato e il calcolo dei parametri stabiliti dalla legge, il Patto di stabilità nei primi sei mesi dell’esercizio finanziario 2012. L’ente, entro l’anno, dovrà rientrare nei dettami di legge per scongiurare il dissesto finanziario. La comunicazione è stata inviata ai dirigenti del Comune dal nuovo collegio dei revisori dei conti, presieduto da Silverio Salvatore e composto da Paolo Consalvi e Valerio D’Amicodatri, a margine di un monitoraggio a campione eseguito sui conti comunali fermo al 30 giugno 2012. Gli ultimi mesi dell’anno saranno cruciali per sanare una situazione finanziaria che si è fatta davvero molto difficile per la giunta di centrodestra stretta anche nella morsa di una crisi politica che, proprio in questi giorni, sta raggiungendo il suo apice. Non a caso, lunedì, è andato deserto il Consiglio comunale che avrebbe dovuto licenziare strumenti contabili importanti come i bilanci consuntivi 2011 dell’ente, della società partecipata Teate servizi e dell’azienda speciale Chieti solidale. Tutto è rimandato a venerdì quando l’assemblea tornerà a riunirsi in seconda convocazione. Intanto, l’altra brutta notizia. Nei primi sei mesi dell’anno, infatti, secondo quanto relazionato dai revisori, l’amministrazione ha impegnato l’intera somma, o quasi, della spesa prevista per tutto il 2012. Ovvero circa 6 milioni di euro a fronte di appena 1,3 milioni di euro di entrate. Che invece, bilancio di previsione alla mano, sono state stimate dal Comune in oltre 10 milioni di euro nell’arco dell’anno. Lo sbilancio contabile, che comunque non va a incidere sulla cassa dell’ente, cresce fino ad 11 milioni di euro. Un dato che viene fuori dai calcoli di raggiungimento del saldo obiettivo del Patto di stabilità. Il Comune nello specifico, al 30 giugno, ha sforato di circa 6 milioni di euro il Patto di stabilità. Che però, per essere rispettato, deve riscontrare un saldo obiettivo positivo di 5 milioni di euro. La somma tra le due voci fa 11 milioni di euro. Adesso l’ente deve subito darsi da fare per rientrare nel Patto di stabilità. Innanzitutto, così come prevede la legge, può chiedere aiuto allo Stato e alla Regione per «il concorso al saldo obiettivo». Il Comune avrebbe chiesto 3 milioni di euro allo Stato e 2 milioni di euro alla Regione. Il governo deve ancora dare una risposta mentre dall’Aquila sono stati concessi appena 600 mila euro, neanche la metà di quanto richiesto dagli amministratori teatini. Diventa fondamentale a questo punto accelerare la vendita degli immobili su cui poggia una buona parte del bilancio previsionale 2012. Il piano di alienazione immobiliare, qualora andasse a buon fine, frutterebbe all’ente 4 milioni di euro. C’è la necessità, di conseguenza, di altre riscossioni per investimenti che, con ogni probabilità, arriveranno dall’aumento delle tasse comunali. Il nuovo regolamento dei tributi dovrà essere approvato entro fine mese e sembra inevitabile l’incremento dell’Imu sulla seconda casa con l’aliquota che passerà dallo 0,76% all’1,06%. Ma non è detto che basti anche perché sembra alquanto improbabile che l’ente riesca a ricavare subito soldi dal patrimonio immobiliare in vendita. E senza il rispetto del Patto di stabilità il dissesto finanziario sarebbe inevitabile per il Comune.

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