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Data: 26/02/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sondaggisti sotto accusa un fiasco le previsioni. Instant poll a ruota libera: hanno dato tutti il centrosinistra avanti. Poi il testa-coda

ROMA Attenti ai sondaggisti. Al povero Guido Crosetto, già ricoverato per aver fumato 150 “bionde” in un giorno (e per questo, primo caso della storia, in tv con la sigaretta elettronica) a momenti facevano prendere un altro attacco per le previsioni contrastanti. Beatrice Lorenzin del Pdl, di fronte agli instant poll che condannavano il suo partito, già stava per ammettere la sconfitta. Salvata appena in tempo dalle prime proiezioni che davano il centrodestra addirittura nettamente in testa.
Usciamo dal lunedì elettorale con poche certezze per il governo del paese, ma con una sicurezza: per fare i conti col voto è meglio aspettare la cara, vecchia, macchina ufficiale del Viminale. Ieri, tra l’altro, più veloce del solito.
LA WATERLOO
Ecco alcuni esempi della Waterloo dei sondaggisti. Delle docce scozzesi cui hanno costretto politici e telespettatori. Alle 15.01, l'Istituto Piepoli per la Rai dà il centrosinistra in testa a Palazzo Madama con il 36-38%. Poco dopo la Tecnè per Sky dà la coalizione di Bersani avanti in Regioni chiave come Sicilia e Campania. Alle 16.26, la situazione si rovescia: le prime proiezioni Sky danno il centrodestra avanti al Senato con il 31%, il centrosinistra fermo al 29%, il boom del Movimento 5 Stelle al 25,1%. Piepoli fa lo stesso. Situazione ribaltata anche per singole Regioni: Emg per La7 dà il centrodestra in vantaggio in tutte quelle chiave. Una situazione in base a cui il centrosinistra non riuscirebbe a ottenere la maggioranza dei seggi in Senato. Invece Ipr marketing per Mediaset continua a dare vincente almeno in cifre assolute la coalizione di Bersani.
«Se verrò eletto la prima interrogazione che intendo fare è per sapere non quanto la Rai ha pagato per i sondaggi e le proiezioni su queste elezioni, ma quanto si farà pagare», dichiara Marco Di Lello, candidato nelle liste del Pd in Campania. Da buon napoletano scherza. O no?
Certo che tra instant poll che davano il centrosinistra avanti di cinque punti (aveva fatto bene la Rai ad abolirli qualche anno fa dopo il primo grande flop) ed in grado di governare anche al Senato e proiezioni che subito dopo ribaltavano la situazione, con Pdl e Lega leggermente avanti ed il boom dei 5 Stelle, c’è materia se non per farsi risarcire, quanto meno per trattare i sondaggisti come gli aruspici che leggevano il futuro nelle viscere di qualche animale.
LA DIFESA
Di fronte ai risultati elettorali la classe politica della prima Repubblica non ha mai ammesso la sconfitta. A urne chiuse vincevano sempre tutti. I sondaggisti sono della stessa scuola. Da Nicola Piepoli (pur perfetto pronosticatore delle regionali siciliane) all’invece già contestato Fabrizio Masia, è tutto un dire: «Siamo rimasti nella forhetta prevista». Peccato che in tv di forchette se ne siano viste poche. Sono state preferite grafiche con pronostici secchi.
Appena meno autoassolutorio Antonio Noto. Autocritico invece, sia pure con alibi, Carlo Buttaroni. «Il nuovo fenomeno, Grillo - spiega - ha scompaginato tutto. Dopo San Giovanni poi è scattato un fenomeno di emulazione imprevedibile». Come uno tsunami? Pare proprio di sì.

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