ROMA Spread in volo verso quota 350. Piazza Affari in picchiata di quasi il 5% trascinata dalla debacle delle banche, e non solo. E tassi in aumento nell’asta Bot. All’indomani delle elezioni, i mercati presentano il conto dell’ingovernabilità. Un conto salato che rischia di aumentare ancora molto, avvertono gli analisti, se ora l’Italia non riuscirà nell’impresa della grande coalizione. Già, perché la prospettiva di un ritorno a breve alle elezioni potrebbe riportare il differenziale tra Btp e Bund oltre la soglia cruciale dei 450 punti.
L’INCUBO PEGGIORE
E’ durata solo dieci minuti ieri l’illusione per Piazza Affari di contenere il calo all’1,89% dell’apertura. Il tempo di sbloccare gli scambi sui titoli congelati per la pressione delle vendite (che hanno colpito metà Borsa) proprio mentre una valanga di azioni soprattutto bancarie finiva in asta di volatilità. Poi il FtseMib, il principale indice di Piazza Affari, è sprofondato del 4,89%. Stesso copione sul mercato secondario dei titoli di Stato, dove lo spread tra Btp e Bund è volato d’un colpo fin quasi a 350, con un rendimento a un passo dal 5%, per poi attestarsi a 344 (51 punti in più rispetto a lunedì). Senza contare l’effetto tsunami arrivato anche a spingere il rischio debito dell’Italia misurato dai credit default swaps (cds), saliti di 43 punti base a quota 293 grazie al rialzo più forte da dicembre 2011.
Così, mentre in Borsa i principali titoli bancari (più esposti all’aumento dello spread) cedevano sotto una raffica di sospensioni per eccesso di ribasso, la Consob pensava a come far scattare adeguate misure anti-speculazione. A fine mattinata il verdetto: lo stop alle vendite allo scoperto è solo per Intesa Sanpaolo (arrivata a perdere il 10%) e Carige (nell’occhio del ciclone con perdite fino al 12% per l’annuncio di rafforzamento del capitale). Poi in serata nuove misure per oggi su Mediolanum e Banco Popolare. La miscela è di quelle esplosive. E così dopo che ieri lo stallo nella politica italiana aveva già lasciato il segno sugli indici asiatici (Tokyo -2,23), a farne le spese sono tutte le Borse europee: da Parigi (-2,67%) a Francoforte (-2,27%), da Londra (-1,34%) a Madrid (-3,20%). Milano è stata la peggiore. E non si è salvata nemmeno Wall Street, che a fatica ha difeso il rialzo guadagnato in apertura.
ALLA PROVA DEI BTP
Non è il massimo portare sul mercato 8,75 miliardi di Bot in un contesto così teso. Eppure il Tesoro ha superato la prova. Anche a costo di pagare interessi più alti dello 0,731% (22 milioni di interessi) rispetto all’ultima asta analoga (ieri 1,237%). Ma il vero test per i mercati è fissato per oggi, con un’asta di Btp che porterà sul mercato titoli a 5 e 10 anni per 6,5 miliardi. Del resto, le previsioni degli analisti non sono incoraggianti. Bank of America-Merrill Lynch parla del «peggior risultato possibile» per i mercati e l’economia. Ma Standard & Poor’s fa sapere che il risultato elettorale non ha effetti immediati sul rating: «Saranno essenziali le scelte del prossimo governo»