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Data: 27/02/2013
Testata giornalistica: Il Tempo
Razzi adesso vuole fare l’imitazione di Crozza

PESCARA Antonio Razzi nelle ultime settimane era stato particolarmente bersagliato da comici e osservatori. «Adesso dovrei fare io l'imitazione di Crozza - se la ride ora il parlamentare di Giuliano...

PESCARA Antonio Razzi nelle ultime settimane era stato particolarmente bersagliato da comici e osservatori. «Adesso dovrei fare io l'imitazione di Crozza - se la ride ora il parlamentare di Giuliano Teatino, fresco di conferma -. Ma evidentemente l’imitazione mi ha portato bene». L’ex operaio emigrato in Svizzera, eletto nelle file dell’Idv, poi passato al fianco del centrodestra con i «Responsabili», oggi appare raggiante, quasi incredulo: «Devo ringraziare il presidente Berlusconi, che mi ha accolto in una grande famiglia fatta di persone perbene - dichiara ai giornalisti -. Lui sa che sono un grande lavoratore e che mi occupo di politica internazionale, dal momento che conosco tutti i parlamentari del mondo e anche il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon».

«C'è qualcuno, lassù, che ci ama», afferma Antonio razzi commentando la sua elezione al Senato in Abruzzo, nella lista del Popolo delle libertà, dopo le polemiche infuocate che hanno accompagnato il suo inserimento in lista. Partecipando a Pescara alla conferenza stampa del senatore Gaetano Quagliariello e degli altri eletti nel Pdl in Abruzzo, Razzi parla della sua «grande gioia» per il ritorno in Parlamento e sottolinea la «voglia di far politica di Silvio Berlusconi, che non ha dormito quasi mai», durante la campagna elettorale. Razzi riassume poi le tappe fondamentali della sua vita. Originario di Giuliano Teatino, è partito nel 1965 da Pescara per fare l'operaio, ed è andato avanti grazie a una grande determinazione, che lo ha portato prima a diventare capo operaio e poi a entrare nell'ufficio amministrazione dell’industria in cui lavorava. Nel 2006 è stato candidato per la prima volta ed eletto. Nel 2008 è stato rieletto e ora ce l'ha fatta di nuovo. Chiodi e Piccone gli hanno detto che è «un portafortuna».

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