PESCARA Gianni Chiodi e la sua politica in Regione portati come pietra angolare per il successo elettorale del Pdl alle elezioni politiche. Quattro senatori al di là delle più rosee aspettative per riaffermare che la politica sul territorio paga. «In Abruzzo ci siamo presentati assolutamente impegnati e determinati - ha detto il presidente della Regione Gianni Chiodi - c’erano le premesse per un risultato confortante». E che il lavoro di Chiodi sia stato determinante lo si è capito dal giorno in cui ha avuto la capacità e la forza di battere i pugni sul tavolo a Palazzo Grazioli per mediare le scelte delle candidature e imporre qualche nome a salvaguardia del centrodestra abruzzese. «Ricordiamo ancora quella giornata impegnativa per ottenere e pretendere, per raggiungere questi risultati che hanno premiato il lavoro di sindaci e amministratori». Una vittoria contro il Pd, contro chi ha criticato la politica di Chiodi. «Il problema vero è come ha fatto il Pd a perdere queste elezioni. La risposta è che gli abruzzesi non si fidano di loro». Il passaggio del discorso verso L’Aquila è breve. «Dal 31 agosto non sono più commissario, la ricostruzione si è impantanata. Ma la colpa è sempre di Chiodi. Adesso mi daranno la colpa anche per i risultati elettorali». Tra le colpe del Pd, nella lettura politica di Chiodi, anche la mancanza di volontà concreta a cambiare la legge elettorale nel momento in cui il Pdl aveva elaborato un testo su cui era stato raggiunto un accordo. «Bersani ha preferito mantenere la legge elettorale per far man bassa di parlamentari. Purtroppo strategie poco lungimiranti determinano sconfitte clamorose. Pensavano di vincere e hanno negato al Paese una legge più consona».
Parole che trascinano il risultato elettorale delle politiche, l’impegno sul territorio di tanti, verso le prossime elezioni regionali, dove Chiodi è pronto a mettere in piazza i suoi successi per trovare una riconferma. «Ovunque siamo andati abbiamo trovato un’accoglienza calorosa. Tutto ciò mi dà coraggio e responsabilità». Ha detto Chiodi. «La campagna elettorale si fa con la buona amministrazione e noi dalla gente siamo percepiti come buona amministrazione - ha sottolineato il Governatore abruzzese - non è con sorrisi e strette di mano che si vince ma con una buona amministrazione». E alla base del programma per le prossime regionali ci sono gli anni di governo abruzzese. «Prima ancora del risanamento finanziario abbiamo avuto il risanamento etico e morale - ha aggiunto Chiodi - non perché non abbiamo guai giudiziari ma perché abbiamo gestito in maniera oculata i soldi dei cittadini. Non abbiamo usato la spesa pubblica per conquistare il consenso elettorale». Chiodi parte da questo, avvolge gli alleati rappresentati da Fratelli d’Italia, La Destra, lo stesso Masci. Ho il dispiacere di non aver visto eletti Paolo gatti e Giandonato Morra. Eravamo partiti insieme nel ’99 mi sarebbe piaciuto vederli parlamentari. Lavoreranno con me in Abruzzo». L’ultima frecciata a Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl. «Avrà visto il risultato abruzzese, avrà capito le nostre pretese di allora. Lo chiamerò»