TERAMO «Il modello Teramo esce rafforzato da quest’ultima consultazione elettorale» affermano in coro i soci fondatori. Pur esposto allo tsunami grillino, ai detrattori che avevano già celebrato il funerale del Pdl nazionale, e «a quelli- come recita il presidente della provincia Valter Catarra- che ironizzavano che era meglio che restavamo a casa», ecco la risposta che ha ringalluzzito i ragazzi del ’99, coloro che dai banchi dell’opposizione del consiglio comunale di Piazza Orsini formavano, sotto l’egida dello scomparso Antonio Tancredi, il primo nocciolo del modello. «Queste elezioni ci hanno detto- conferma il sindaco teramano, Maurizio Brucchi rinnova la sua prossima candidatura- che la mia coalizione ha tenuto benissimo alla verifica elettorale: a Teramo alla Camera il centrodestra ha ottenuto il 33,5%, ampiamente sopra a Grillo che ha il 28,3%, ma soprattutto sul centrosinistra che ha fatto registrare una sconfitta pesante».
Di Dalmazio annuncia ora la ricandidatura in blocco alle prossime elezioni regionali: «Abbiamo ancora tante cose da fare- spiega da un ristorante di pesce della costa, assieme a Mazzarelli, Catarra, Tancredi, Misticoni, e altri-; intanto per il momento dobbiamo terminare i programmi già messi in preventivo, completare gli investimenti e distribuire i fondi Fas, tutti assieme sempre con Chiodi nostro leader riconosciuto che vorrà bissare la positiva esperienza della presidenza della Regione: ormai è la sua missione questa».
Tutti sgombrano il campo da possibili sirene romane: Chiodi, deus ex machina del modello Teramo, continuerà nella sua azione in Regione. «E’ il suo destino» conclude Di Dalmazio.
L’unico pezzo che è stato posto in stand-by è quel Paolo Gatti che proprio ieri, dopo la bocciatura romana a onorevole, si è riproposto due-tre giorni di riflessione «per sentire gli amici di sempre» e forse per prendere decisioni drastiche, perché mister 28mila voti ha in mente un’altra idea del centrodestra: «Berlusconi è troppo totalizzante» ripete più volte, tanto che vede il suo futuro «assieme agli amici di sempre», dunque ante 1999. «Paolo Gatti è un irredentista» taglia corto Paolo Tancredi preferendo parlare del bel lavoro svolto assieme ai fautori del modello Teramo che «a livello locale ha mantenuto molto bene». «Malgrado Masci, malgrado Grillo - fa sapere Enrico Mazzarelli, vero spin doctor della nidiata -; un modello vincente fondato sul gruppo esportato prima in provincia, poi in regione e poi anche a livello nazionale visti i notevoli risultati ottenuti in campo sanitario». Sui voti persi, il governatore Chiodi non perde tempo: «Vuol dire che c’è un bacino da recuperare» è la sua sintetica valutazione. «Il modello Teramo – chiude Catarra- continua ad essere vincente a Teramo, in Abruzzo e a livello nazionale».